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lettera dal palazzo

Mattarella e la Meloni  sono ormai ai ferri corti

Se il conflitto tra i due presidenti permarrà è difficile prevedere chi potrà prevalere

Mattarella e la Meloni  sono ormai ai ferri corti

Il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni

Che non si fossero mai amati era noto da tempo, ma adesso i rapporti tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sembrano giunti a un punto di rottura.
 La “pietra dello scandalo” è stata l’intervento del Capo dello Stato al recente plenum del Consiglio Superiore della Magistratura nel quale Mattarella ha difeso le ragioni dei magistrati ai quali contemporaneamente la leader di Fratelli d’Italia ha rivolto un pesante attacco. Come si vede i due sono attestati su posizioni non conciliabili e, non a caso, si dice che il Presidente della Repubblica ha accettato un secondo mandato, al quale pure era contrario (ritenendolo incostituzionale dato che la Carta prevede che il Capo dello Stato resti al Quirinale per sette anni, non per quattordici), proprio per controllare più da vicino l’attuale premier.
 La Meloni ha detto che, qualunque sia l’esito della consultazione popolare, non si dimetterà. Ma l’interrogativo che nel mondo politico tutti si pongono è se il Capo del Governo può rimanere tale pur se al referendum è stato battuto. La premier è decisa a restare tanto da aver ridimensionato la sua posizione dicendosi d’accordo con Mattarella, ma ha aggiunto che, pur condividendo le affermazioni del Capo dello Stato, secondo cui le istituzioni  vanno sempre rispettate, “per mandarmi via servono le elezioni”. In altri termini la Presidente del Consiglio ha lasciato intendere che senza un voto popolare nessuno potrà pensare di sostituirla.
 Se il conflitto tra i due presidenti permarrà, è difficile prevedere chi potrà prevalere, ma probabilmente servirà l’intervento di una terza persona anche perché è improbabile che la Meloni possa prendere il posto di Mattarella. È troppo giovane per andare al Quirinale dato che nel nostro paese vige la regola, non scritta ma rigidamente applicata, secondo cui se non si è anziani non si può pensare alla carica di Presidente della Repubblica. D’altra parte, sarebbe assurdo pensare a un terzo mandato dell’attuale Capo dello Stato, tenuto conto che già il secondo ha suscitato perplessità. E non si può ipotizzare che al Quirinale o a Palazzo Chigi vada Mario Draghi, che pure sarebbe per entrambe le cariche il più indicato, ma che non è interessato ad alcun ruolo politico in Italia puntando alla presidenza della Commissione Europea.

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