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LETTERA DAL PALAZZO

Per affrontare la Meloni, Mattarella in campo?

Sono alle porte rilevanti modifiche nella politica internazionale che finiranno con il coinvolgere il nostro Paese

Per affrontare la Meloni, Mattarella in campo?

Giorgia Meloni e Sergio Mattarella

I giovani che ancora studiano il latino (purtroppo ne sono rimasti pochi) sanno perfettamente cosa è il periodo ipotetico di terzo tipo, che è il periodo che fa riferimento agli eventi impossibili, che non si verificheranno mai.

È proprio ad un evento di questo tipo che, nella consapevolezza che parliamo di quel che non accadrà, che formuliamo oggi l’ipotesi che, a conclusione del suo mandato quirinalizio, Sergio Mattarella possa trasferirsi a Palazzo Chigi per guidare il governo. Le ragioni che inducono a considerare impossibile una simile eventualità sono infinite, ma vi sono anche tre ragioni che fanno pensare che ciò che appare impossibile possa verificarsi, sovvertendo ogni logica.

La prima di queste ragioni è legata al basso livello del personale politico che rende il Pd un oppositore scarsamente credibile del premier. I nomi che circolano per portare il nome del Pd alla guida dell’esecutivo non godono del favore popolare mentre, come i sondaggi ampiamente rivelano, Mattarella avrebbe dalla sua un vasto numero di consensi.

Il secondo argomento da tener presente è che il Capo dello Stato non vede di buon occhio Giorgia Meloni, attuale presidente del Consiglio ritenendo che la leader di Fratelli d’Italia punti a stravolgere la Costituzione della quale si considera il custode. Se dovesse decidere di scendere in campo, lo farebbe soltanto per bloccare eventuali iniziative riformatrici dell’attuale presidente del Consiglio.

Non è del tutto vero che uno degli obiettivi della Meloni sia quello di stravolgere la Carta, né che non esista nel nostro Paese altri che non sia Mattarella in grado di difendere i valori costituzionali.

Ci sono personalità come Matteo Renzi al quale, non si è mai capito bene perché, è stato dichiarato l’ostracismo e Mario Draghi che è forse troppo bravo per non suscitare le altrui invidie e che, comunque, guarda con un certo distacco alla politica italiana e preferirebbe ricoprire un incarico di natura europea (non a caso c’è chi lo vedrebbe bene al posto di Ursula von der Leyen).

È in ogni caso evidente che sono alle porte rilevanti modifiche nella politica internazionale che finiranno con il coinvolgere il nostro Paese. 

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