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LETTERA AI LETTORI

Cose contro natura, logica e buon senso

Tra le innumerevoli cose sgradevoli che accadono ormai ogni giorno, due sono particolarmente incresciose: la guerra che si va espandendo in tutto il Medio Oriente e l’incredibile prolungarsi dei maltrattamenti a quella che  fu la famiglia del bosco

Cose contro natura, logica e buon senso

Cari amici lettori, tra le innumerevoli cose sgradevoli che accadono ormai ogni giorno, a parte quelle inventate dai partiti di opposizione cui non intendo interessarmi, due sono particolarmente incresciose: la guerra che si va espandendo in tutto il Medio Oriente e l’incredibile prolungarsi dei maltrattamenti a quella che  fu la famiglia del bosco.

La guerra. Solo persone fuori del mondo potevano immaginare che tutto si esaurisse in un momento come il rapimento di Maduro. Ora, però, i conti si vanno di giorno in giorno complicando. I paesi sunniti sarebbero ben lieti di togliere dal mondo il governo degli Ayatollah, nemico religioso odiato da sempre come indù e cristiani e, ormai, quasi al livello degli israeliti.

Gli iraniani, poi, abbandonandosi ai loro deliri, cercano di guerreggiare anche contro la Turchia e, quindi, contro la Nato. Saggiamente l’Europa (Turchia compresa) cerca di evitare il coinvolgimento. Saggiamente, perché non si vuole che al nemico si aggiungano Russia e Cina, finora solidali con gli iraniani solo a parole.

Le operazioni di terra, al momento, riguardano solo il Libano, nel quale Israele sta cercando di distruggere le forze di Hezbollah. E, in proposito, continuiamo a domandarci perché le milizie dell’Onu, ivi compresi i militari italiani, continuino a “presidiare” (a rischio della propria vita)il confine attraverso il quale gli attacchi israeliani transitano senza soluzione di continuità.

L’irrilevanza dell’Onu è ormai talmente evidente, che quell’organismo conferma gli incarichi all’Albanese, ormai scaricata persino dai sindaci della rossa Emilia, esplicitamente pentiti delle onorificenze accordatele in passato.

Il discorso ci riporta alla questione del diritto internazionale: che ci sia ognun lo dice, cosa sia nessun lo sa. Già ai lontani tempi dei miei studi universitari mi ponevo queste domande: che cosa sarebbe e onde proverrebbe questa pretesa normativa internazionale.

Ci vuole un’autorità, o per meglio dire una sovranità, per dettare una normativa. Quest’autorità mondiale dovrebbe essere l’Onu (e prima di essa la Società delle Nazioni), che ne è del tutto incapace. I “crimini di guerra” furono inventati con il Tribunale di Norimberga, creato e costituito dai vincitori della seconda guerra mondiale per giudicare i vinti. É sempre accaduto che i vincitori di una guerrauccidessero i vinti (pensate all’antichissimo esempio dei romani che uccisero Annibale), ma questo è un fatto, non una norma.

Se ci tenente, possiamo individuare in questo principio di fatto la principale (anzi unica) legge internazionale.

Passiamo ora al caso della famiglia che era nel bosco. La sua rilevanza è ormai talmente evidente che il governo manda ispettori al Tribunale procedente e che è stata disposta speciale protezione alla presidente del Tribunale dei minori. Ormai non sono più soltanto i cittadini sul social a criticare la magistratura dei minori e i suoi ausiliari, ma anche giornali, televisioni e autorità di governo.

Quei bambini erano liberi e felici, vivevano in una famiglia compatta e carica di affetti, in un ambiente assai più godibile e educativo di quello dei “bambini integrati”. Questi, leggevo ieri mattina, sono in maggioranza tendenti all’obesità, perché passano il giorno con un telefonino in mano a guardare horror, non vanno più a scuola a piedi e non giocano a pallone in strada come si faceva ai miei tempi. Ora sono vaccinati! Guarda che progresso!

Ma le malattie infettive proliferano molto più facilmente negli ambienti urbani, mentre quello dei boschi è molto più sano, come l’aria che si respira. Gli “educatori" si meravigliano che i bambini piangano e strillano, che la madre non sia collaborativa. Ma come possono esser lieti bambini prigionieri e disponibile una madre privata dei figli?

Mi sembra di essere in un romanzo di fantascienza che racconta le infamie di un “progresso sociale" che non ha nulla di umano. Certo, i funghi possono essere velenosi, se non si è abbastanza attenti nello scegliere quelli da cogliere. Sappiamo tutti, però, quanto possano essere dannosi, alla lunga, i cibi precotti comprati nei supermercati.

Le mamme oggi lavorano, non assistono più la prole. La mamma del bosco era con i figli. Anche il padre era sempre presente. Sono i bambini di città a essere abbandonati e soffrire, fino a gettarsi della finestra se privati dell’adorato portatile, nuovo vitello d’oro.

Siamo soprattutto noi vecchi ad apprezzare i pregi di una vita fuori delle angosce cittadine, liberi da problemi di forniture e connessioni, più simile a quella che in certo qual modo vivemmo nella nostra infanzia, con aria più pulita, cibi più sani, giochi più umani. A quel tempo si minacciava a un figlio discolo di mandarlo in collegio. I bambini del bosco non sono stati discoli, ma soffrono molto di più per essere stati rinchiusi.

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