Tutte le novità
L’ANALISI
12 Marzo 2026 - 09:11
C’è una ricchezza che l’Italia possiede in abbondanza e che la Campania, più di molte altre regioni europee, riceve ogni giorno senza doverla importare da nessun Paese del mondo. Non si trova nei giacimenti sotterranei, non è soggetta alle tensioni geopolitiche e non dipende dalle oscillazioni dei mercati internazionali. È il sole. È quello che possiamo chiamare, con una definizione efficace, il nostro petrolio bianco.
Per troppo tempo l’Italia ha guardato a questa risorsa con lentezza, mentre altri Paesi costruivano strategie energetiche fondate sulle rinnovabili. Oggi qualcosa è cambiato. Il numero di impianti fotovoltaici nel nostro Paese è più che raddoppiato: dai circa 880mila del 2019 siamo arrivati a oltre 1 milione e 800mila nel 2024. La potenza installata è passata da poco più di 20 gigawatt a circa 37 gigawatt e la produzione di energia solare supera ormai i 35 terawattora l’anno.
Sono numeri importanti, ma raccontano solo l’inizio di una trasformazione molto più grande. Il potenziale energetico dell’Italia resta infatti in larga parte inutilizzato. Solo i tetti degli edifici italiani - tra abitazioni, strutture commerciali e capannoni industriali - potrebbero ospitare oltre 70 gigawatt di nuovi impianti fotovoltaici, producendo circa 80 terawattora di elettricità pulita ogni anno. Solo i tetti industriali potrebbero generare oltre 30 gigawatt di nuova potenza.
È una riserva energetica già disponibile, distribuita sul territorio e attivabile senza consumo di nuovo suolo. Ed è qui che il Sud, e in particolare la Campania, possono diventare protagonisti di una nuova stagione energetica. Il Mezzogiorno possiede condizioni climatiche ideali per la produzione solare. Il sole che illumina ogni giorno le nostre città, le aree industriali e le infrastrutture può trasformarsi in una grande infrastruttura energetica diffusa.
Non è solo una questione ambientale. È prima di tutto una scelta economica e strategica. Oggi l’Italia consuma circa 311 terawattora di elettricità all’anno e il fotovoltaico ne produce poco più dell’11 per cento. Il piano energetico nazionale prevede di arrivare a quasi 80 gigawatt di capacità installata entro il 2030. Significa installare nei prossimi anni circa 36 gigawatt di nuova potenza.
La tecnologia esiste, i costi dei pannelli continuano a diminuire e le imprese italiane possiedono competenze di alto livello in tutta la filiera energetica. Il vero ostacolo, oggi, è la burocrazia. In molti casi per collegare un impianto alla rete servono mesi e procedure complesse rallentano investimenti già pronti.
Se vogliamo trasformare davvero il sole nella grande risorsa energetica italiana dobbiamo compiere una scelta semplice: accelerare. Ridurre i tempi di connessione alla rete, semplificare le autorizzazioni, favorire l’utilizzo dei tetti industriali e commerciali e sostenere lo sviluppo dei grandi impianti nelle aree già infrastrutturate.
Questa non è soltanto una politica energetica. È una politica di sviluppo. L’energia prodotta dal nostro petrolio bianco può ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas e petrolio, proteggere famiglie e imprese dalle oscillazioni dei mercati internazionali e rendere l’Italia più competitiva.
La Campania può diventare uno dei territori guida di questa trasformazione. Il sole che illumina ogni giorno la nostra regione può
diventare una leva concreta di crescita, innovazione e lavoro.
Attivare rapidamente i giacimenti del nostro petrolio bianco significa costruire sicurezza energetica, sviluppo economico e nuove opportunità per il Paese. Il futuro dell’Italia passa anche da qui: dalla capacità di trasformare il sole in sviluppo.
*vicesegretario regionale Forza Italia Campania
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo