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LETTERA DAL PALAZZO
13 Marzo 2026 - 09:11
Giorgia Meloni
Per vincere le squadre di calcio allestiscono formazioni ricche di fuoriclasse ma non solo, mettono insieme anche una seconda squadra (non la chiameremo squadra di riserva perché sarebbe offensivo) anch'essa dotata di valori pari a quelli della prima squadra, pronti a subentrare nel caso di infortuni o di stato di forma scadente.
Questi cambi sono divenuti, con il trascorrere del tempo, sempre più necessari. Un analogo discorso può essere fatto per la politica. Un esempio tipico di questo stato di cose fu la Dc che, Mino Martinazzoli, con la sua brillante oratoria, definì "una mirabile intuizione" che portò alla concretizzazione di una idea democratica e cristiana. Il merito di ciò fu soprattutto degli uomini, tra loro interscambiabili, che questa idea seppero portare avanti; tutti di eguale valore
Su tutto questo dovrebbe riflettere Giorgia Meloni la quale ha meriti indubbi, ma vive in uno stato di profonda solitudine non essendo, coloro che fanno parte della sua stessa coalizione, alla sua altezza. Così che faremmo fatica a individuare chi per una ragione o per un'altra potrebbe essere chiamato a sostituirla. Questo vale sia per il partito Fratelli d'Italia che per il Governo (in verità ci sarebbero almeno due uomini-Mario Draghi e Matteo Renzi. Il primo per il governo il secondo per il governo e il partito in grado di sostituirla).
Sembra, tuttavia, che la Meloni preferisca la solitudine. E questo è il suo limite. L'isolamento non porta a risultati positivi. Ci si fa molti nemici e fioccano le alternative. Stando ai più recenti sondaggi, il centrosinistra va recuperando terreno e le prossime elezioni in programma fra poco più di un anno potrebbero fare registrare un clamoroso ribaltone.
La Meloni fa conto sullo scarso livello degli esponenti dell'opposizione e tuttavia per evitare spiacevoli sorprese la leader di Fratelli d'Italia non può limitarsi ad assistere allo scorrere degli eventi. L'unico modo di mettere in difficoltà la coalizione avversaria è allargare per quanto possibile il centrodestra, cosa che appare sempre più difficile.
Ma per riuscire nell'intento è indispensabile che la Presidente del Consiglio superi quello che appare il suo maggior difetto, la mancanza di umiltà. È pur vero che anche nel centrosinistra non esistono personalità di rilievo ma sarebbe un errore puntare sulla debolezza dell'avversario. Non è in questo modo che si può garantire la permanenza al potere che richiede capacità.
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