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Il ricordo
22 Marzo 2026 - 17:07
Salvatore Lauro
La scomparsa di Salvatore Lauro lascia un vuoto che va oltre il perimetro dell’imprenditoria marittima e della politica locale. Se ne va un uomo che ha saputo interpretare il suo tempo con pragmatismo, visione e una non comune capacità di leggere i bisogni di un territorio complesso come quello del Golfo di Napoli.
Per chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerlo e di frequentarlo, il dolore assume anche una dimensione personale. Con Salvatore Lauro ho condiviso anni di amicizia sincera, fatta di confronti franchi, di stima reciproca e di tanti momenti vissuti tra lavoro e quotidianità. Appena poche settimane fa ci siamo incontrati sul lungomare di via Partenope: era insieme alla sua splendida famiglia, sereno, presente, come sempre. A loro oggi va il mio abbraccio più affettuoso e partecipe.
Figlio dell’indimenticabile armatore Agostino Lauro, ha saputo raccogliere e rinnovare una tradizione familiare importante, trasformandola in un progetto moderno e competitivo. È stato, prima di tutto, un armatore nel senso più autentico del termine: non soltanto gestore della storica Alilauro, ma costruttore di collegamenti, tessitore di relazioni, protagonista di un sistema che tiene insieme isole e terraferma, turismo e vita quotidiana. Le sue navi non sono state solo mezzi di trasporto, ma veri ponti sociali ed economici. In un’area dove la mobilità è spesso una sfida, il suo impegno ha rappresentato una risposta concreta e duratura.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui. Lauro ha incarnato anche una dimensione pubblica di primo piano, testimoniata dal grande impegno profuso durante la sua legislatura da senatore della Repubblica, ruolo nel quale ha portato la sua esperienza diretta, la conoscenza dei territori e una visione concreta delle necessità del Mezzogiorno e del comparto marittimo. I suoi interventi sul nostro Golfo, sempre lucidi e puntuali, erano il riflesso di un uomo abituato ad affrontare i problemi senza retorica, con la determinazione di chi conosce fino in fondo le dinamiche di un sistema complesso.
Era un uomo disponibile, ma anche autoritario al punto giusto: sapeva ascoltare, ma sapeva soprattutto decidere. E in un tempo spesso dominato dall’incertezza, questa sua qualità lo rendeva un punto di riferimento. Indimenticabili restano i nostri tanti incontri sull’isola d’Ischia, momenti in cui il confronto si univa al piacere della convivialità. Lì emergeva il lato più umano di Lauro: diretto, ironico, capace di raccontare e raccontarsi senza filtri. Non amava le mezze misure, preferiva la chiarezza, anche quando poteva risultare scomoda.
La sua storia si intreccia profondamente con quella del nostro territorio, delle sue contraddizioni e delle sue potenzialità. In questo intreccio, Salvatore Lauro non è mai stato una figura marginale: è stato protagonista, interprete, talvolta voce fuori dal coro, ma sempre con l’obiettivo di lasciare un segno concreto.
Ed è proprio questo che oggi resta: il segno tangibile di una vita vissuta senza risparmiarsi, con determinazione e senso di responsabilità. E, per chi ha avuto la fortuna di essergli amico, resta il ricordo di un uomo vero, che sapeva esserci, sempre.
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