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lettera al direttore
26 Marzo 2026 - 10:34
Gentile Direttore, il “popolo sovrano” ha deciso, e così sia. Ora si assiste a una scorpacciata di chi fa prima a intestarsi la vittoria del “No”, che politicamente coinvolge tutti i partiti e gli schieramenti della sinistra e, strutturalmente, la posizione netta dell’Anm, nella quale albergano anche estremismi, come si è notato nella sede di Napoli, dove, al canto di “Bella Ciao”, si è brindato alla vittoria, facendo trasparire un’appartenenza politica che, francamente, collide con l’alta funzione del magistrato, indipendente e al di sopra delle parti.
Non mi dilungo su analisi o semplici osservazioni in merito a questo referendum confermativo, lasciando alla moltitudine di opinionisti, o presunti tali, le valutazioni del caso. Mi fermo, invece, a un tema più attinente alla realtà che ci circonda, del quale si parla spesso, ma solo in termini negativi. Mi riferisco ai giovani di oggi, di cui si discetta solo quando questi sono autori di “bravate” varie, tra cui, purtroppo, anche la rissa e l’omicidio.
Le motivazioni del delinquere minorile sono tante: esse spaziano da un’appartenenza a una famiglia già bacata dal comportamento degenere dei genitori, ad un abitare in un ambiente ad alto tasso di criminalità, a una frequentazione di persone non proprio di “specchiata” moralità, al guadagno facile dello spaccio, e via enumerando.
Quello che, però, più mi colpisce della motivazione delinquenziale è la “noia”. In tanti casi si sente argomentare dagli autori stessi dei reati, commessi per “noia”, non sapendo come “sbarcare” la giornata. Ovvio che questa motivazione dovrebbe allertare la società tutta, a incominciare dalle istituzioni, per finire anche al singolo cittadino, che preferisce cambiare strada piuttosto che intervenire, avvisando le forze dell’ordine, comprendendo che l’intervento diretto può comportare conseguenze letali per lo stesso cittadino.
Per fortuna, alla latitanza, più o meno generalizzata, delle istituzioni e del senso civico dei più, sopperiscono associazioni di volontariato, che hanno l’alto merito di organizzare occasioni di incontri culturali, sportivi, di aggregazione in genere per i giovani e i giovanissimi. Tra le tante, spiccano quelle cattoliche, dove la Chiesa è in prima linea per il recupero, con l’impegno di organizzare tante attività, soprattutto di volontariato.
La scuola, poi, in questa “missione”, è essenziale, soprattutto là dove la società civile latita e l’insegnante, molte volte, sopperisce all’assenza familiare. In questi giorni, e per tutto il mese di aprile, l’Associazione ex consiglieri regionali della Campania, organo per legge del Consiglio regionale, sarà attiva nei licei musicali di tutta la Campania, per ascoltare e valutare gli “orchestrali” in erba che compongono le varie classi dei licei stessi.
Tra le innumerevoli iniziative di carattere sociale, culturale e istituzionale che l’Associazione promuove, in cui spicca una visita di quattro giorni nelle istituzioni dell’U.E. per sei vincitori che hanno redatto il miglior componimento sull’integrazione europea, c’è quella di premiare con una borsa di studio l’orchestra liceale migliore, a giudizio di una speciale commissione, che ha come membro tecnico il direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella.
Abbiamo cominciato con uno storico Istituto Omnicomprensivo di Piedimonte Matese, il “Galileo Galilei”, dove si è esibita un’orchestra di studenti composta da 20 membri. Si sono cimentati in brani di musica classica e leggera. Tutti bravissimi, come, ovviamente, i loro maestri. Saremo, poi, all’Istituto Omnicomprensivo di Cervinara, in provincia di Avellino, a testimonianza di aver pensato per primi alle “zone interne” della nostra regione, di cui molti parlano di valorizzazione, ma pochi agiscono.
Proseguiremo per altri istituti di tutte le province e capoluoghi, “approdando”, poi, alla storica Sapri. Sono già un “veterano” di queste iniziative, nella qualità anche di vicepresidente dell’AREC, ed ogni volta che mi approccio a queste belle realtà mi balena alla mente una semplice considerazione: la scuola è un presidio inscindibile di formazione e legalità.
Quando, poi, alle usuali materie di apprendimento si unisce anche una sezione in cui si parla e si esercita il “linguaggio universale” della musica, allora non c’è pericolo del giovane che delinque perché “si annoia”. Nasce uno spirito di squadra ben affiatato, come devono essere gli strumenti, e può venire fuori anche il “genio” che armonizza il suono, rendendo la tumultuosa vita che si agita oggi in momenti di “conforto” per l’anima stessa.
Alla fine di una giornata di ascolto di buona musica si ritorna a casa rinfrancati, anche se ci “costringono” a trasmissioni televisive insulse, con decine di “opinionisti” che forse non capiscono nemmeno se stessi. Nel tempio di Apollo a Delfi c’era scritto “Gnothi Seautòn” (conosci te stesso): era un invito all’autoconsapevolezza, quindi all’umiltà, prima di pronunciarsi sugli altri. Virtù completamente cancellata dal vocabolario dei cosiddetti “potenti di turno” di oggi.
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