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LETTERA AI LETTORI

Oggi è il Primo Aprile: c’è poco da scherzare

Sta diventando normale che i ragazzini uccidano compagni, insegnanti o sconosciuti, ma non che dei bambini possano vivere nella natura

Oggi è il Primo Aprile: c’è poco da scherzare

Cari amici lettori, oggi, primo aprile, sarebbe la giornata degli scherzi. Tuttavia, con i tempi che corrono, c’è ben poco da scherzare, poiché non mi sembra decente farlo sugli avvenimenti orribili prodotti dalla cosiddetta civiltà avanzata. Particolarmente allarmanti sono le notizie relative alla delinquenza minorile, già da qualche tempo cresciuta in maniera impressionante sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo.
L’ultima notizia è arrivata ieri, con l’arresto, a Perugia, di un diciasettenne neonazista di Pescara. L’arresto ha opportunamente evitato in una scuola, non frequentata dal ragazzo, una strage ispirata alla Columbine High School e altri attentati. Il ragazzo era collegato alla Werwolf Division (Lupi mannari), gruppo terroristico internazionale che s’ispira all’omonima struttura a suo tempo diretta da Heinrich Himmler. La Werwolf era già stata indagata dall’Antiterrorismo per un progetto di assassinare Giorgia Meloni. L’unico dato positivo è che, grazie all’intervento delle forze dell’ordine, non è scorso sangue.
Il sangue c’è stato, invece, nel pomeriggio di lunedì scorso a Scampia, dove uno studente di quattordici anni è stato accoltellato a una gamba da un 17enne nei bagni dell’istituto professionale “Pontano delle Arti e dei Mestieri”.
Ben più grave il ferimento della professoressa Chiara Mocchi, compiuto una settimana fa da un suo alunno tredicenne nella scuola media Leonardo da Vinci di Trescore Balneario (BG). La Moccchi, ferita al collo e al torace (a mezzo millimetro dall’aorta) è stata salvata prima da un altro alunno, pure tredicenne, che ha afferrato e messo in fuga il criminale, poi in ospedale grazie ad una trasfusione. Ora, dimessa, dice di voler tornare a insegnare anche al ragazzo che l’ha colpita. Senza mettere in dubbio che l’episodio evidenzia anche il comportamento più che lodevole della vittima e del suo salvatore, il fatto è orribile non solo per quello che ha detto e scritto l’aggressore, per nulla pentito, prima e dopo il delitto, ma anche per la chat su Telegram (e anche su Tik Tok), dove centinaia di ragazzini hanno esaltato per ventiquattro ore il mancato assassino, minacciato e istigato a delinquere. Quello, poi, ha dichiarato: Mi spiace non averla uccisa, i prossimi sarebbero sati papà e mamma. Prima, aveva annunziato questi suoi programmi omicidi, dichiarandosi tranquillo perché, non avendo compiuto i quattordici anni, non poteva essere processato. Spicca il termine “vendetta”, che il delinquente portava scritto sulla maglietta e che i suoi ammiratori hanno ripreso. Alla fine, l’aggressore non processabile è stato ricoverato, con il consenso dei genitori, in un istituto.
Guarda caso, la stessa misura adottata per i tre “bambini della foresta”. Solo che quei bambini terribilmente infelici e i genitori distrutti non hanno fatto male a nessuno. 
Vogliamo tradurre? In questo mondo progredito, democratico e civilizzato, sta diventando normale che i ragazzini uccidano compagni, insegnanti o sconosciuti, ma non che dei bambini possano vivere nella natura, liberi dai teleapparecchi, dai motoveicoli, dalle strutture del consumismo e dall’insegnamento del male.
La vogliamo chiamare civiltà? Ma, se così fosse, viva la barbarie!

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