Cerca

L'opinione

Napoli-Bari, quel termine corsa che continua a slittare

Un incidente di percorso rischia di rallentare di un altro anno la realizzazione della linea ad alta velocità alta capacità ferroviaria

Napoli-Bari, quel termine corsa che continua a slittare

Un incidente di percorso rischia di rallentare di un altro anno la realizzazione della linea ad alta velocità alta capacità ferroviaria Napoli-Bari. L’intoppo si sarebbe verificato nella galleria in costruzione lungo il tracciato Orsara-Bovino. Fortunatamente non ci sono stati eventi franosi (avrebbero messo in discussione la progettazione, almeno per quel tratto), ma solo un guasto a una delle grandi ‘talpe’ che scavano la galleria. Di qui la necessità di smontarla per riportare i pezzi all’esterno e ripararla.

Situazioni del genere possono capitare, ma i ritardi per questa opera, fondamentale per accelerare i collegamenti tra le due regioni più industrializzate del Mezzogiorno, si stanno sommando lungo gli anni, tanto che, è il caso di dirlo, vedere la luce in fondo al tunnel sta diventando sempre più complicato.

Sarebbe quindi importante che il Gruppo Fs fornisse assicurazioni su un termine ultimo dei lavori, piuttosto che prevedere delle date che puntualmente vengono meno con l’insorgere di questa o quella difficoltà. Infrastrutture come la Napoli-Bari costituiscono un contributo decisivo per la riduzione del divario territoriale del Sud con il resto del Paese.

Uno degli obiettivi prioritari del Pnrr, quello che ha valore maggiore per il Mezzogiorno, sta proprio nel recupero del gap. Ora, al di là del riposizionamento di diverse grandi opere su altre fonti di spesa, a causa dei termini perentori previsti dal Piano di ripresa e resilienza, la Napoli-Bari, così come l’altra linea ad alta velocità alta capacità Salerno Reggio Calabria, sono decisive per raggiungere il traguardo di una maggiore coesione territoriale.

Per il Sud la realizzazione di opere di cui già da anni può fruire il Nord (è proprio il caso dell’AV ferroviaria) è rilevante almeno quanto lo sono gli incentivi alle imprese. Spesso anzi sono proprio collegamenti fisici o virtuali e servizi qualificati che possono far sì che nel Meridione ci sia un rafforzamento della struttura produttiva.

È quindi, più che opportuno, necessario che il Governo centrale e le Regioni interessate da queste opere strategiche definiscano una task force con Ferrovie e le altre grandi imprese costruttrici per monitorare costantemente e con la massima determinazione l’andamento dei lavori.

La crescita del Sud è la premessa per rilanciare la competitività del Sistema Italia, fatta salva ovviamente la precondizione, che vale per tutta l’Europa, di un miglioramento sensibile dell’attuale condizione di tensione internazionale provocata dai conflitti in atto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori