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LETTERA DAL PALAZZO
03 Aprile 2026 - 09:35
Elly Schlein e Giuseppe Conte
Sarebbe un errore credere che la vittoria del referendum sulla riforma della giustizia abbia come per incanto risolto i problemi della coalizione di centro sinistra che sono molti, gravi e di difficile soluzione. Non è così che la Meloni può rallegrarsi, anche se risponde a verità secondo l'antico detto secondo il quale "Aver compagni al duol scema la pena."
Si comincia dalla designazione di colui che, in teoria, dovrebbe prendere il posto della Presidente del Consiglio, tenuto da Giorgia Meloni in tutto il corso dell'attuale legislatura. Nel centrosinistra ha già preso l'avvio la sfida tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. E stando alle prime indiscrezioni sarebbe in vantaggio Conte ma, l'uno e l'altra candidata non sembrano disporre del carisma necessario.
Già da tempo la Schlein veniva contestata dalla base che le rimproverava di non essere riuscita a dare una identità al partito e a riportarlo alla perduta unità. Quanto a Conte, premesso che i militanti del Pd non hanno mai avuto particolare simpatia per i cinquestelle considerandoli un “corpo estraneo”, va rilevato che nel periodo in cui ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio non ha dato particolare prova di efficienza.
Se è vero attuale è composto soprattutto dai giovani non ci si può non chiedere per quale ragione i giovani dovrebbero essere attratti da lui. Tuttavia, secondo voci circolanti all'interno del Pd, sembrerebbe che un sondaggio sul quale potrebbe essere il candidato prescelto per sfidare la Meloni, come abbiamo detto, il nome di Conte sarebbe in vantaggio rispetto a quello della Schlein.
Ci sarebbe - è vero - un terzo candidato. Si tratta di Paolo Gentiloni, che ha ricoperto la carica di capo del governo ed è stato apprezzato come commissario europeo. È uomo di vasta esperienza, ma non ha il carisma che si richiede e non è molto ben considerato dai giovani per la sua età avanzata (71 anni).
In sostanza potrebbe accadere un fatto apparentemente strano cioè che la Meloni riuscisse ad ottenere la sua rivincita rispetto alla sconfitta subita nel referendum più che per i suoi meriti che, intendiamoci, le vanno indubbiamente riconosciuti, per i demeriti altrui, per la debolezza dell'eventuale candidato dell'opposizione.
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