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A Napoli un plebiscito per il No

Manfredi: «La città ha risposto bene, tantissimi giovani sono andati a votare»

A Napoli un plebiscito per il No

NAPOLI. Napoli è la migliore tra le grandi città per il risultato del No al referendum sulla giustizia: a certificarlo è il 75,49 per cento degli elettori che hanno respinto la riforma della giustizia.

IL VOTO NELLE MUNICIPALITÀ E NEI QUARTIERI. Il No fa il pieno in tutte le Municipalità: la percentuale più alta è quella della sesta, che comprende i territori di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio con l’81,79 per cento. Ma tutte le altre superano abbondantemente il 70 per cento, con l’unica eccezione di Chiaia-PosillipoSan Ferdinando che si attesta al 60,56 per cento. Anche analizzando il voto dei quartieri, si assiste a un autentico plebiscito con la quota dell’80 per cento che viene “sfondata” a Barra, Scampia, Avvocata, Bagnoli, Ponticelli e Stella.

LA SODDISFAZIONE DEL PRIMO CITTADINO. Soddisfatto il sindaco Gaetano Manfredi che sottolinea come «l’affluenza del 49,55% è la dimostrazione della sottovalutazione del popolo da parte della politica. Tantissimi giovani sono andati a votare, i partiti devono ora canalizzare questa partecipazione anche alle prossime elezioni politiche e territoriali. Ora bisogna parlare sia a quelli che hanno votato No, dicendo loro che il centrosinistra resterà unito, che a quelli che hanno votato Sì, spiegando che il campo progressista non è contrario alle riforme, ma vuole quelle giuste e condivise».

Il primo cittadino evidenzia anche che «c’è stato grande risultato, sulla partecipazione democratica in tutta Italia e grande anche in Campania e a Napoli dove di solito si vota di meno. C’è una prevalenza chiara del No, un risultato che io ho sostenuto e credo che Napoli abbia risposto molto bene. Da qui il miglior risultato tra le grandi città d’Italia, con una grande partecipazione dei cittadini e molta mobilitazione dei giovani». Il numero uno di Palazzo San Giacomo è chiaro sul Governo: «Penso che il Governo debba andare avanti, nessuno ha chiesto dimissioni della premier. Il dato politico è che c'è una maggioranza del Paese vuole un cambiamento e dobbiamo far sì che diventi anche politica».

Il presidente nazionale dell’Anci ritiene che «ogni voto ha un carattere politico. Al di là del merito della proposta referendaria, il risultato ha soprattutto stigmatizzato il metodo. Le grandi riforme costituzionali vanno fatte insieme, quella conflittuali non fanno bene né al Paese né alla democrazia». Guardando alle elezioni del prossimo anno, Manfredi esclude di candidarsi alle primarie: «Darò mio contributo al progetto e al programma. Faccio il presidente dell’Anci e il sindaco di Napoli che è quello che penso di fare. Far esprimere i cittadini è sempre positivo ma non è l’unica strada. Da un lato ci sono le primarie, dall'altro una decisione della coalizione e bisogna capire anche se sarà cambiata la legge elettorale. Dobbiamo proporre agli italiani un grande progetto per il Paese».

L’esito referendario soddisfa anche il predecessore di Manfredi, Luigi de Magistris: «Con questa bellissima vittoria del No ha vinto la Costituzione, ha vinto il popolo, il popolo sovrano. Non è una vittoria di una parte politica, non è la vittoria della magistratura sul governo, è il popolo che ha voluto difendere la Costituzione. Manda un messaggio chiaro che la Costituzione deve essere attuata».

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