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LETTERA AI LETTORI

Il libro resta aperto: continuiamo a leggerlo

La giustizia, quindi, resterà com’è per i prossimi venti anni

Il libro resta aperto: continuiamo a leggerlo

Cari amici lettori, la riforma della magistratura non è passata. La regione con la più bassa percentuale di sì è stata, guarda caso, proprio la Campania.
Il popolo sovrano ha sempre ragione. La giustizia, quindi, resterà com’è per i prossimi venti anni.
Dobbiamo allora rassegnarci e subire che l’attuale andazzo vada avanti per altri vent’anni?
Io credo che qualcosa si possa fare. In un precedente referendum (ricordate?) il popolo sovrano si espresse chiaramente per la responsabilità dei magistrati. Ricordo bene che allora (io ero ancora in servizio) tutti noi stipulammo un’assicurazione per la responsabilità civile. L’anno successivo nessuno la rinnovò. Che cosa era successo? Si era capito che il governo non avrebbe dato corso alla volontà popolare. Le vittime degli errori giudiziari sono state risarcite, ma a pagare è stato lo Stato, cioè tutti noi cittadini. Lo Stato si sarebbe dovuto rivalere sempre sui magistrati responsabili degli errori, ma risulta, anche da una relazione della Corte dei Conti, che l’abbia fatto molto raramente. Questo è, con ogni evidenza, un difetto delle compagini governative.
Io sono convinto che l’attuale governo non rappresenti l’eccellenza, ma che ha, rispetto ai precedenti, una maggiore capacità di individuare i problemi e cercare di risolverli. Il problema attuale è l’incremento delle colpe di chi dovrebbe applicare il diritto e non le proprie opinioni. La condanna di un imputato richiede l’evidenza della prova a carico e l’assenza di cause giustificative. Ma anche l’incriminazione e la mancata incriminazione, l’applicazione o la mancata applicazione ingiustificata di misure cautelari sono fenomeni che, in caso d’ingiusti provvedimenti, danneggiano i singoli cittadini e, in caso di omissione, colpiscono l’intera comunità. Non si può ammettere che finisca in galera chi non ha commesso reati, né che circolano liberamente delinquenti professionisti come, ad esempio, i terroristi, gli spacciatori di droghe e i rapinatori.
Allora, io credo che il Ministero della giustizia, sollevato dalle incombenze che avrebbe avuto con la vittoria del sì, debba provvedere in maniera sistematica al recupero, in danno dei magistrati colpevoli, delle spese risarcitorie erogate. A tal proposito, potrebbe risultare utile che il magistrato coinvolto sia chiamato a partecipare al procedimento inteso all’accertamento del danno.
Credo sia altresì necessario che il governo solleciti l’approvazione in Parlamento di un provvedimento a tutela della famiglia, specificando i casi in cui sia consentito l’allontanamento dei bambini dai genitori (determinando sanzioni per i casi di eccesso) e regolando con molto rigore il funzionamento degli istituti e degli assistenti che prendano il posto della famiglia. Gli scandali in materia, iniziati con la scoperta del mercato di Bibbiano, sono continuati, anche se a bassa voce. I minori staccati dalla famiglia nel 2025 erano arrivati a un totale di quarantaduemila. Poi, la famiglia nel bosco: un caso in cui, a quanto pare, gli assistenti sociali sono riusciti ad allontanare anche la madre. La mia pena per quei tre bambini è grandissima.
Quando passano mesi “a bbacante”, con bambini disperati e genitori che vivono nell’angoscia, vuol dire che tutto si deve cambiare. Nessuna delle strutture funziona a dovere.
Chiusa la pagina del referendum, il governo non ha certo finito la sua opera. Il libro resta aperto: vogliamo continuare a leggerlo.

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