ROMA. Compleanno, Colle, crisi. Sono le tre parole-chiave di questo 8 agosto per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, in mattinata, è salito al Quirinale. Per ora si è trattato solo di un incontro interlocutorio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: un esame della situazione, dopo l'accelerazione impressa da Matteo Salvini, senza approfondire particolari ipotesi.

Solo quando lo scenario dovesse risultare più chiaro, fino ad arrivare ad una concreta ed estrema prospettiva di crisi di governo, si inizierebbe a ragionare sulle possibili soluzioni da mettere in campo. E in questo momento l'attesa sarebbe per le decisioni che compirà Salvini, perché dalle sue scelte - a cascata - deriverebbero quelle degli altri attori in campo. Per ora, a parte la dura nota diffusa dalla Lega, il ministro dell'Interno rimane in silenzio e non trova conferme la possibilità di una sua salita al Colle nelle prossime ore.
Dopo il colloquio con Mattarella, Conte è rientrato a piedi, accompagnato dalla sua scorta, a Palazzo Chigi: secondo quanto si apprende da fonti di governo, il premier si è recato al Quirinale per un'informativa al presidente sulla situazione dopo lo strappo sulla Tav. "Nessuna ipotesi di dimissioni", dunque, fanno sapere le stesse fonti. Il colloquio è durato circa mezz'ora.
Ma la Lega insiste: «Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli italiani con nuove elezioni», si legge in una nota del Carroccio. E tra le ipotesi in ballo, nelle ultime ore, Salvini starebbe valutando di ritirare dal governo i ministri leghisti. A quanto apprende l'AdnKronos, questa opzione sarebbe subordinata al passo indietro del premier. Se Conte non lascia, ritiriamo i nostri ministri dal governo, sarebbe il ragionamento sul tavolo, con uno scenario atteso in queste ore. Dal palco di Sabaudia, era stato lo stesso Salvini a dire sibillino che "i ministri della Lega sono a disposizione». A colloquio con il premier, Salvini dichiara: «Inutile andare avanti a colpi di no e di litigi, come nelle ultime settimane, gli italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di "signor no". Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni». Poi il ministro dell'Interno precisa: «L'ho ribadito al presidente Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c'è più una maggioranza, come evidente - sottolinea il leader della Lega - dal voto sulla Tav e dai ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli "alleati" e restituiamo velocemente la parola agli elettori. Le vacanze non possono essere una scusa per perdere tempo e i parlamentari (a meno che non vogliano a tutti i costi salvare la poltrona) possono tornare a lavorare la settimana prossima, come fanno milioni di italiani», conclude Salvini.