ROMA. Al termine del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nel 2026, il Pil risulterebbe più alto del 3,6% rispetto allo scenario di base. Si legge nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), chesarà discussa domani in Consiglio dei ministri, nella parte in cui si valuta l'impatto macroeconomico del piano. A tale risultato contribuiscono principalmente due fattori. Nel breve termine prevale l'effetto di domanda innescato, ad esempio, dalle maggiori spese per la costruzione e messa in opera degli investimenti pubblici. Nel medio periodo i maggiori investimenti accrescono lo stock di capitale pubblico con effetti positivi persistenti su Pil potenziale ed effettivo. Il testo sciogli il nodo relativo al Superbonus. "Per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici, per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, - si legge  -  si intende estendere la misura del Superbonus 110% recentemente introdotta (articolo 119 del Decreto Rilancio) dal 2021 al 2023". Sul fronte trasporti ferroviati ci saranno 25 miliardi per realizzare nei prossimi 5 anni "un sistema infrastrutturale più moderno, digitale e sostenibile" si guarda all'Alta velocità ma anche alle ferrovie regionali, all'aumento delle capacità dei principali nodi ferroviari in 12 aree metropolitane e al restyling di 48 stazioni.