Sono comparsi stamattina in Campania alcuni manifesti contro il Governo con il logo della Regione. I manifesti recano, su sfondo blu, il logo della Regione Campania con accuse contro l'esecutivo Meloni: a Caserta, in centro, si vedono cartelli con la scritta 'Il Governo Meloni chiude i pronto soccorso'. Altri cartelloni recano la scritta 'Il Governo Meloni tradisce il Sud' con l'elenco di fondi che sarebbero bloccati.

Il centrodestra insorge

«De Luca usa la Regione come se fosse proprieta' privata. Sono apparsi stamattina manifesti con logo della Regione contro il Governo. Per questa nuova volgarità istituzionale senza precedenti chi paga? Nelle tasche di quale concessionario finiscono i soldi dei cittadini? De Luca è stato già condannato dalla Corte dei Conti ma continua a pagarsi gli sfizi personali con la tasca del popolo», commenta il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d'Italia in Campania.

Il deputato casertano della Lega Gianpiero Zinzi interviene su Facebook «De Luca continua ad usare soldi pubblici per fare propaganda politica ed alimentare le sue menzogne e questa mattina anche la mia Città è tappezzata di manifesti contro il governo. Ma la verità è un'altra: i fondi destinati alla Campania non sono bloccati e lui è l'unico governatore d'Italia che evita il dialogo con il governo e si rifiuta di spiegare come spenderà le risorse". "I Fondi di sviluppo e coesione - continua il post - servono alla nostra regione per crescere e rialzarsi (servizi e infrastrutture che mancano) e non possono essere 'sperperati' per le sagre paesane o addirittura non spesi. E allora anziché usare il logo della Regione Campania per sostenere e giustificare inutili costi di affissione, metta il simbolo del suo Pd e almeno lo faccia a spese proprie. Qualcuno dovrebbe ricordargli poi che a Caserta il (doppio) dissesto finanziario di cui parla lo hanno generato i suoi amministratori che governano la Città ininterrottamente da anni. Chieda pure a Marino, suo sodale e assoluto protagonista di questo disastro».