«I dati diffusi dall'Agenas sulla spesa che ogni anno si reitera in Campania per i viaggi della speranza confermano quanto da anni come Cisl abbiamo denunciato con il linguaggio della verità. Il sistema sanitario è ormai imploso, al punto che di fatto non c'è più, visto che solo nel 2022 oltre 220 milioni di euro, circa 450 miliardi delle vecchie lire, sono serviti per la cura dei cittadini nelle altre regioni d'Italia. Un segno pazzesco di sfiducia, conseguenza diretta di liste di attesa bibliche che non si riesce a soddisfare per la drammatica carenza di personale esistente in tutte le aziende ospedaliere e sanitarie del territorio, e che fa a pugni con le reiterate affermazioni del presidente De Luca sui miracoli e sul risanamento dei conti, tra l'altro già attivi prima del suo arrivo in regione nel 2015. Abbaiare alla luna non serve più. Rafforza solo un ottuso isolamento che è stato causa non secondaria del fallimento». Il leader della Cisl Funzione Pubblica della Campania Lorenzo Medici riflette sui risultati diffusi dall'Agenzia guidata da Coscioni, consulente del governatore prima dell'attuale incarico, e chiede una inversione di rotta che faccia del 2024 l'anno del rilancio del settore.

«Serve - dice il segretario generale della federazione più rappresentativa del comparto - un patto con il sindacato di categoria per la difesa del sistema. L'obiettivo è proporre per il 2024 un piano straordinario di assunzioni per almeno 15 mila operatori. De Luca deve capire che da solo non va da nessuna parte, e che la difesa d'ufficio non serve a niente. È tempo ormai - conclude Medici - di una nuova da aprire con il Governo, che va portata avanti assieme dalle istituzioni e dalle organizzazioni sindacali rappresentative del settore. Qui è in gioco la salute delle persone, il bene più prezioso esistente. E tutti dobbiamo difenderla. Il palazzo da solo non ce la fa, e questi catastrofici risultati ne sono la prova».