NAPOLI. Esce domani “EgoSistema” (nella foto la copertina), il nuovo progetto discografico di Antonio Prestieri, in arte Maldestro. La raccolta, che si compone di 11 tracce, tra cui “Ma chi me lo fa fare”, pubblicato il 4 settembre scorso, e “Il panico dell’ansia”, focus track del disco, segna il ritorno ufficiale sulle scene cantautore partenopeo, a distanza di due anni dall’ultimo lavoro in studio. Maldestro domani regalerà ai fan un esclusivo showcase piano e voce, che si terrà a Napoli presso il “The spark hub” di piazza Bovio alle ore 18. Nel corso dell’evento (andato subito sold out vista la ridotta capienza dovute alle normative sanitarie), l’artista racconterà il suo nuovo album, canterà e suonerà per la prima volta alcuni dei brani tratti dal suo nuovo disco. «“EgoSistema” è un progetto nato circa un anno fa - racconta Maldestro - con l’intento di volermi raccontare a 360 gradi, togliendo ogni maschera, facendo uscire la parte nuda di me. Spero di esserci riuscito, ne avevo voglia ed esigenza, le mie esperienze di vita mi hanno portato a scegliere questo tipo di approccio non solo alla musica ma in generale alla vita. Penso che la pace e la serenità interiore permettano di vivere meglio ed avere relazioni più sane restando se stessi, ed è questo il messaggio che ho cercato di trasmettere in questo mio lavoro».

“EgoSistema”: qual è l’etimologia del titolo?

«È una parola che vuole racchiudere tutto ciò che gira intorno al sistema ed il sistema che gira intono all’ego, nel mio caso e è sistema interiore che po’ si rispecchia nel sociale credo che l’ego sia una parte impotante di ognuno di noi che deve avere la sua parte di giornata ma non deve prende il sopravvento. Perché io credo che senza gli altri, come singoli non si arriva lontano».

L’attesa della pubblicazione di un album molto introspettivo come questo è più emozionante?

«Sono molto curioso di sapere se piacerà, questo è probabilmente la visione dalla parte dell’ego. Ma si è anche timorosi delle risposte, mettersi a nudo vuol dire anche prendere più cazzotti. Ma l’anima ne risente meno. Meglio avere cicatrici sulla pelle che nell’anima».

Chi è davvero Anna del brano “Anna se ne frega”?

«Anna non lo so chi sia, potrebbe essere chiunque... È realmente una ragazza che ho visto alla stazione Montedonzelli della metropolitana di Napoli. Lei fumava una sigaretta sotto il cappuccio, i suoi tratti, la sua mappa sul viso mi ha davvero colpito, aveva negli occhi qualcosa di misterioso... Quando sono tornato a casa le ho dato un nome ed è nato questo brano».