È morto al Cardarelli di Napoli, per complicazioni derivanti da varie patologie, il compositore e chitarrista storico degli Osanna Danilo Rustici, proprio il giorno dopo l’uscita del documentario “Osannaples” di Deborah Farina che lo vede tra i protagonisti assoluti del progressive italiano. Lo annunciano i fratelli Corrado e Luca Rustici e gli stessi Osanna che così lo ricordano.

«Con Danilo abbiamo trascorso alcuni degli anni più incredibili e seminali delle nostre vite. Eravamo poco più che adolescenti in una Napoli che si voleva staccare dalla tradizione musicale, che anelava al rock e ad un nuovo mondo rivoluzionario, che avrebbe portato ad un sound talmente potente, la cui scia ancora oggi riverbera tra le strade non solo della nostra città, ma del mondo. - si legge in una nota - Come l’eco della sua poderosa chitarra elettrica, quel suo incredibile suono hard rock al pari dei migliori strumentisti del nostro tempo, oggi, più che mai, ci sembra essere vicino».

«Abbiamo condiviso con lui anni tra gioventù, emozioni pubbliche e private difficili da spiegare, palchi in giro per l’Italia, camere di hotel, anni di viaggi senza fine per raggiungere club o piazze, dove la stanchezza lasciava il posto all’adrenalina e alla felicità di poter suonare la nostra musica di fronte ad un pubblico, come egli stesso ha raccontato su “Osannaples”, che è uscito proprio il giorno prima la sua dipartita, quasi fosse un segno del suo continuare a vivere. Noi Osanna, siamo stati un’ensamble irripetibile e oggi, che Danilo è partito per un’altra sconosciuta dimensione, abbiamo un vuoto nel cuore ma, al contempo, la consapevolezza che la sua musica e la sua arte, come per tutti i grandi, rimarrà immortale» conclude la nota.