«Questo è un disco in cui si riassume tutto il Bennato pensiero: siamo sull'orlo del baratro però ci salveremo». Edoardo Bennato presenta così il suo nuovo album “Non c'è", in uscita domani nei digital store e pubblicato su cd e su doppio vinile. Un disco che si muove tra brani storici ma attualissimi, ben 14 (Bravi ragazzi, Cantautore, Dotti medici e sapienti, Feste di piazza, Italiani, L'isola che non c'è, La verità, Le ragazze fanno grandi sogni, Mangiafuoco, Non farti cadere le braccia, Perché feat. Morgan, Salviamo il salvabile, Tutti, Un giorno credi) e otto pezzi inediti (Geniale, Il Mistero della Pubblica Istruzione, L'uomo nero feat. Clementino, La bella addormentata, La realtà non può essere questa feat. Eugenio Bennato, Maskerate, Non c'è, Signore e signori).

Con un unico comune denominatore: «l'ironia come strumento per esorcizzare le storture e le schizofrenie della realtà». «Ammesso che si richiesto a me di dare messaggi, il messaggio è questo: l'isola che non c'è è utopia. Ma non possiamo rassegnarci a ipotizzarla, la situazione è tale che dobbiamo darci da fare. Risolutamente, dobbiamo trasformare nostri sogni e utopie in realtà», dice il cantautore napoletano in una conferenza stampa digitale affrontata con la chitarra tra le mani e l'armonica sulla bocca per accennare molti dei brani presenti nel disco, tra un'autocitazione e un'imitazione (quelle del governatore della Campania Vincenzo De Luca, «che - dice - sembra la spalla di Totò», e quella del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, impegnato a difendersi dagli attacchi di De Luca).

«È inutile incazzarsi, meglio avere dubbi. Abbi dubbi è una filosofia», dice intonando il brano che dava il titolo al suo album del 1989 e che non è incluso nel disco. Attuale come attualissimi sono i brani del suo repertorio che Bennato ha incluso nell'album: «‘Bravi ragazzi' - sottolinea - sembra scritto ieri sera. sembra colonna sonora di quello che stiamo vivendo in questi giorni», aggiunge intonando la prima stofa, quasi profetica: «Una di notte c'è il coprifuoco/E pensare che all'inizio sembrava quasi un gioco/Ora non c'è più tempo per pensare/Tutti dentro, chiusi ad aspettare».