SANREMO. Il 71° Festival di Sanremo si apre con due dediche che rappresentano l’emblema di questa edizione della kermesse canora, di questo “Festival della ripartenza”. La dedica di Amadeus (nella foto con Fiorello), a tutto il mondo dello spettacolo, fatto non solo di artisti ma di milioni di addetti ai lavori, maestranze, musicisti, tecnici, ballerini. La musica e lo spettacolo sono ormai ferme da oltre un anno e per tanti il festival di quest’anno è stata un imporrante occasione per essere su di un palco. La dedica, ironica, di Fiorello alle poltrone del Teatro Ariston che per la prima volta in 71 edizioni potranno “vedere” il festival dopo settantun anni a “reggere culi”. La musica si apre con l’esecuzione delle prime quattro “Nuove proposte”: Gaudiano “Polvere da sparo”, Elena Faggi “Che ne so”, Avincola “Goal!”, Folcast “Scopriti”. I due giovani che vanno in finale: Gaudiano, che nella sua canzone parla del dolore e della sua elaborazione del lutto, dopo la scomparsa del padre, con diversi esempi di vita quotidiana, di quello che un tempo era scontato, nelle parole di un rapporto eterno nonostante -fisicamente- impossibile da concretizzare; Folcast, il cui brano è una sorta di canzone d’amore verso se stessi, il racconto di una condizione disarmante, il disagio di chi si è perso nell’immobilità dei vuoti interiori, un testo che sfida la paralisi ed incita a rinascere, sempre. I “Big” che si esibiscono nella prima serata sono 13, a partire da Arisa “Potevi fare di più“, scritto da Gigi D’Alessio, brano sui “rapporti tossici” con un messaggio per le donne e per chiunque si riconosca nelle parole, un invito a  prendere la consapevolezza che nella vita si deve essere felici e chiudere i rapporti che fanno male. Colapesce & Dimartino “Musica leggerissima”, una canzone che racconta perfettamente come la musica sia al centro di ogni momento delle nostre vite e delle nostre giornate, “dai supermercati, alle feste, passando per i pensieri in palestra”.  Aiello “Ora”, il brano racconta la presa di coscienza di un rapporto da cui il protagonista è fuggito e, verso il quale, si assume la  responsabilità e colpe, ammettendo di aver sbagliato. Francesca Michielin e Fedez “Chiamami per nome”, una canzone che parla del dramma di due persone che sono fisicamente separate ma unite grazie all’amore. Un brano che racconta l'individualità delle persone: persone che sono piene nel momento in cui sanno stare da sole, ma che in quella solitudine possono scegliere di stare con qualcuno senza averne un reale bisogno. Chiamarsi per nome diventa, in un certo senso, un modo per vedere l'altro nella sua singolarità. Ospite Loredana Bertè elegantemente sensuale in un abito nero che evidenzia come il tempo, per lei, sia un concetto relativo, esegue un medley di brano intramontabili ”Il mare d’Inverno”, “Dedicato”, “Non sono una signora”, “Sei bellissima”,  ed il suo nuovo singolo “Figlia di”. Durante tutta l’esecuzione, ai suoi piedi accanto al microfono un paio di scarpe rosse, simbolo della lotta al femminicidio. Max Gazzè (insieme alla Trifluoperazina Monstery Band) “Il farmacista”, Il cantante si presenta travestito da Leonardo, nel brano il cantautore impersona un farmacista con la passione per la lingua italiana e per gli scioglilingua. Tra chitarre, basso e theremin, il farmacista prende in giro tutte quelle persone che si fregiano di avere la soluzione per tutto. Noemi (“Glicine”), una canzone che parla d’amore mettendone in risalto i contrasti, dai momenti di dolore ai bei ricordi, mettendo in luce il  senso di smarrimento che si provare rinchiusi in un semplice abbraccio che può risolvere i problemi. Ospite Achille Lauro porta all'Ariston il primo dei cinque quadri che presenterà a Sanremo in questa edizione. Momenti frutto di uno sforzo musicale e anche visivo. Sfoggia una tutina aderentissima con maxi copricapo di piume rosa un po’ faraonico. Zeppone argentate stile Kiss, e lunghissime unghie blu ceruleo come l’ombretto e lacrime di finto sangue sul finale. Madame “Voce”, la più giovane tra i cantanti in gara. Arriva sul palco dell'Ariston scalza, il suo brano in racconta la ricerca della propria identità e proprio attraverso la propria arte. Maneskin “Zitti e buoni”, brano rock che racconta la voglia di spaccare il mondo da parte della band, di non voler seguire i trend musicali, un brano di reazione che invita a  riprendere le redini della propria esistenza. Ghemon “Momento perfetto”, il brano racconta le emozioni di una donna sola e in lacrime nel cuore della notte, mentre ripensa a quanto l’amore che le aveva riempito il cuore, sia ormai diventato un sentimento malsano a cui non riesce a porre fine.  Doveroso il ricordo e l’omaggio in questa prima serata a Claudio Coccoluto, scomparso a 59 anni, uno dei più importanti dj d’Europa, conosciuto a livello mondiale. Protagonista in consolle da oltre quarant’anni. Coma_Cose “Fiamme negli occhi”, una dichiarazione d’amore che associa i sentimenti ad elementi della vita quotidiana come il vino, il tostapane e il basilico. Un’istantanea della storia d’amore dei due cantanti, una canzone che parla di restare insieme anche di fronte agli ostacoli. Annalisa “Dieci”, un testo che racconta la storia di un amore che non vuole finire e si aggrappa alle ultime volte, che poi ultime veramente non sono mai. Ospite Diodato, ha aperto il festival in qualità di “campione in carica” eseguendo “Fai rumore”, torna sul palco per intonare due suoi successi, “Fino a farci scomparire” e “Che vita meravigliosa”. Francesco Renga “Quando trovo te”, racconta del momento in cui quel ricordo felice che ognuno di noi tiene nascosto in fondo al cuore come un tesoro, al riparo della quotidianità, all’improvviso riaffiora nelle nostre esistenze, restituendo loro un senso più profondo. Fasma “Parlami”, un brano che invita ad aprirsi, a non aver paura di se e delle proprie emozioni, non aver paura di raccontare se stessi e confidarsi i propri pensieri e sentimenti. Ospite la Banda musicale della Polizia di Stato, concludono la serata con un’elegantissima ed emozionate esecuzione di un medley costruito sulle melodie dei brani Oblivion, Tango por una Cabeza e Libertango di Carlos Gardel e Astor Piazzolla. Uni a esibizione registrata e non in diretta. Amadeus ha spiegato che per ragioni di sicurezza relative alle norme anti Covid, sarebbe stato complesso realizzare questo intervento dal vivo. Co-conduttori: Zlatan Ibrahimović, resta monotonamente fedele per tutta la serata al suo emblematico carattere ego centrista. Matilda De Angelis, la naturalezza con cui l’attrice bolognese calca il palco del Ariston è disarmante, polivalente e bellissima è sempre impeccabile. Regala emozioni con “Ma poi che cosa è un bacio?” il monologo dal “Cyrano de Bergerac” in cui celebra il gesto del bacio, tanto bello quanto più complicato negli ultimi mesi. La prima serata si conclude con la seguente classifica provvisoria: 13° Aiello 12° Ghemon 11° Madame 10° Coma_Cose 9° Colapesce Dimartino 8° Max Gazzè (insieme alla Trifluoperazina Monstery Band) 7° Maneskin 6° Arisa 5° Francesco Renga 4° Francesca Michielin Fedez 3° Fasma 2° Noemi 1° Annalisa.