NAPOLI. «Una volta, da piccolo, mio fratello maggiore Vito tolse per scherzo le due corde alte alla mia chitarra e io, invece di arrabbiarmi, rimasi ipnotizzato da quel suono. Avevo fra le mani uno strumento che era un po' batteria e un po' chitarra». Così mi raccontava Rino Zurzolo (nella foto) nel lontano 1991, la sua carriera musicale è iniziata da bambino per poi vincere da poco più che maggiorenne il concorso come contrabbassista alla Scala di Milano, ma rinunciando per l'amore della music e lo studio approfondito del suo amato strumento: il contrabbasso. A due anni dalla sua morte, al Museo della Pace o Museo Pino Daniele, come viene chiamato dai napoletani ed i turisti-fans del mascalzone latino, che vengono da ogni angolo d'Italia, Valentina Crimaldi,ha voluto con tutto il suo entusiasmo di donna e moglie di Rino ripubblicare il libro didattico del maestro, dal titolo “Tecnica a dita sciolte” edito da Aloc, con trascrizione dei soli per contrabbasso da Valerio Mola (allievo di Rino Zurzolo al conservatorio di Benevento) le foto sono sempre di Roberto Panucci, prefazione del musicologo Roberto de Simone e progetto editoriale di Bruno Crimaldi. A mio modesto parere, questo metodo di Zurzolo potrebbe essere un'ottima risorsa per il contrabbassista (classico o jazz) che desidera sviluppare la sua tecnica soprattutto con la mano sinistra. Brevi esercizi semplici e difficili da ripetere possibilmente con un metronomo che ti darà la possibilità di suonare più velocemente e con una migliore articolazione e accordatura. Un libro importante per gli allievi del Conservatorio. «Ho voluto ripubblicare questo metodo di Rino, perché era un suo desiderio da tantissimi anni, un desiderio sospeso. Ho chiesto la  cortesia al vecchio editore simeoli e lui è stato subito disponibile. Rino ci teneva tantissimo era un suo sogno, amava i suoi allievi, la musica, la composizione e il Conservatorio in generale». Alla serata non è voluto mancare il sindaco Luigi de Magistris, che ha così commentato: «non potevo mancare a questo appuntamento e non potevo rifiutare l'invito di Valentina Crimaldi. Rino era un figlio di Napoli, della musica di questa città. Il sound ritmico con pino e tullio resta nella storia della musica italiana. Questo del libro didattico è una bellissima iniziativa per i giovani che si avviano allo studio di questo strumento». «I libri didattici dei grandi maestri restano a vita - aggiunge Tullio De Piscopo - Rino era un grande maestro e per me non ci ha mai lasciati. Lo penso spesso, ancora qui con me che dorme nel soggiorno di casa mia a Corsico e che giocava serenamente con le mie figlie. Abbiamo condiviso, le cose più belle e le situazioni più difficili, da cui siamo sempre usciti alla grande. Grandi tournée e lunghi viaggi in pullman e l'odore del suo sigaro che mi tranquillizzava sulla sua presenza. Abbiamo passato momenti di relax e grandi momenti musicali». Alla serata della presentazione di questo libro c'era anche Elisabetta Serio, pianista prima di Rino Zurzolo e poi di Pino Daniele, Ciccio Merola, percussionista dalle grandi doti, che con Valentina Crimaldi, flautista e moglie di Rino, hanno  suonato per la serata tre brani "Anna verrà", "Samadi" e "Porta di mare" composto da Valentina Crimaldi. Una serata bella e commovente ed emozionante, capace di trasmettere emozioni e sentimenti che ti fanno pensare ad uomo, un artista così grande, ma così umile e signorile. Ricordi sentiti e e dove Leandro, il figlio di Rino, si è commosso piangendo lacrime dolci, ricordando il padre, mentre lo accompagnava alla scuola calcio, mentre il fratello Marco Zurzolo lo ha definito eccelso musicista rispetto a tanti bassisti in giro per il mondo, ricordando un aneddoto: «Ho iniziato a suonare emula do mio fratello, Rino era tutto per me, era la mia musica. Creativo, virtuoso, tecnico», alla serata erano presenti anche Pasquale Troise roadmanager di rino negli ultimi anni e molti musicisti amici di Rino, tra cui Umberto Guarino, Paolo Raffone, il cantante Alessandro D'Auria e tanti altri. Rino è vivo sempre, vive nelle composizioni che ci ha lasciato, vive nei dischi che ha composto da solo o in compartecipazione con gli altri, vive nel cuore della propria famiglia,vive la sua tecnica innovativa e l'intima esperienza di musica totale.