NAPOLI. Si intitola “A long way” il nuovo album di inediti della pianista, cantante e compositrice cubana Jany Mcpherson, composto da undici brani, di cui otto strumentali e tre cantati dalla stessa autrice, quest’album conferma le doti e il talento dell’artista, che si erano già fatti notare nel precedente album “Solo Piano!”. L'innato senso ritmico derivato dalla sua terra natia, la profonda e toccante intensità interpretativa delle sue ballad, le travolgenti progressioni armoniche e melodiche della sua musica e l’originalità del fraseggio e del linguaggio improvvisativo contribuiscono in modo significativo a definire l’unicità e la riconoscibilità di firma del suo stile pianistico e compositivo. L’album è suonato in trio con Antonio Sgro (contrabbasso) e Yoann Serra (batteria) e con la partecipazione di Christophe Lampidecchia (fisarmonica) in “Te Dejo Ir” e di John McLaughlin (chitarra) in “Tú Y Yo”.

Jany partiamo con il titolo, “A long way”… una lunga strada… come l’hai scelto?

«La mia vita, come quella di ognuno di noi, è stata riempita da diverse esperienze, che in quest’album ho voluto mettere insieme dando una rappresentazione al mio percorso musicale e di vita, partendo dalle mie origini cubane e arricchendole con le esperienze del mio vivere in Francia».

Il brano di apertura è estremamente accogliente, ti fa venire voglia di sederti e bere qualcosa…

«Io non ricordo esattamente quando è arrivata la prima idea di questo brano, che è nato per caso, avevo messo il dittafono del telefono accanto al piano come mia abitudine ed è nato improvvisando una sera a casa mia, e poi c’ho lavorato su. Questo disco mi ha sinceramente sorpresa, a volte mi da la sensazione che le melodie fossero già da qualche parte e io le stessi solo riportando».

Qual è il tuo legame con l’Italia e con Napoli?

«Quando cominci a studiare musica da bambina, in un percorso accademico, i primi approcci alla musica di nomenclatura e di spartiti sono in Italiano, nonché lo studio dei grandi compositori, Vivaldi, Verdi, Scarlatti. Era un collegamento con l’Italia che nasceva da bambina e veniva poi alimentato dalla musica pop Italiana che a Cuba è molto seguita. Ricordo con piacere un concerto di Jovanotti io ero una studentessa, Zucchero. Ramazzotti e Pausini hanno adattato i loro successi in spagnolo. Napoli è una città molto simile a l’Havana, due città di mare due popoli passionali, energici. Musicalmente adoro Pino Daniele che ho potuto approfondire dopo il mio trasferimento in Europa».