NAPOLI. Presentata, nel cortile del Museo di Capodimonte dal direttore Sylvain Bellenger e da alcuni degli artisti che si esibiranno, la seconda edizione del “Festival della musica popolare del Sud Italia” che si terrà nel Real Bosco fino a domenica, con due concerti, il venerdì e il sabato alle ore 21.30. Fra gli eventi, anche tavole rotonde sul teatro e stage di danze popolari. «Cultura popolare non è un termine spregiativo, ma raffinato», ha esordito il direttore, che dopo i ringraziamenti alla Regione per aver supportato il progetto, ha proseguito esponendo la propria visione manageriale del complesso di Capodimonte: «la modernità esige un approccio multidisciplinare, vediamo il Bosco come un secondo museo e vogliamo contaminare i due pubblici, bosco e museo, con un'ampia gamma di eventi educativi sull'arte del corpo, come la danza, sport, musica ma anche ambiente». Carlo Faiello (nella foto), che suonerà sabato un repertorio di brani di musica popolare, ha precisato che «tradizione non è vestirsi da pastori, ma essere liberi di rimettere in circolo la linfa culturale, per questo scrivo molte canzoni ex novo». Durante la conferenza è stato annunciato che il 7 luglio (con replica l'8) in occasione del “Luglio musicale", Capodimonte ospiterà un concerto che metterà in musica una creazione di Roberto De Simone, molto probabilmente una partitura che mescolerà Mozart e la tarantella. «Fa parte del nostro master plan creare un campus cultura a Capodimonte - ha continuato Bellenger - a settembre inaugureremo una mostra che definisco “folle”, in cui si è ricreata su 19 sale dell'appartamento reale, grazie allo scenografo Hubert Legalle, la vita di Napoli nel 1700».