La 91esima edizione degli Oscar ha decretato come miglior film "Green book". Un trionfo a sopresa per una storia di un'amicizia fra un afroamericano e un italoamericano: «Amore uno per l'altro a dispetto delle differenze - è questo il messaggio del film secondo il regista, Peter Farrell - non risarebbe stato questo film senza amore, senza Viggo Mortensen e senza Marsala Ali». Cuaron, per il suo "Roma", si è aggiudicato l'Oscar alla migliore regia: «Un film che parla di una donna indigena, una dei milioni di collaboratrici domestiche che non hanno diritti». Rami Malek per la sua interpretazione di Freddie Mercury in "Bohemian Rhapsody" si è aggiudicato l'Oscar al miglior attore, accompagnato da una standing ovation, ed ha ringraziato la mamma in sala, il papà scomparso e i Queen presenti in sala. «Questo è un film su un uomo gay e un immigrato che ha vissuto la sua vita essendo solo se stesso: io sono figlio di immigrati che vengono dall'Egitto e non potrei essere più grato di quello che è successo» ha detto Malek che ha poi dedicato la vittoria alla fidanzata, Lucy Boynton (che nel film interpreta Mary Austin), dopo averla baciata appassionatamente prima di salire sul palco: «Sei il cuore del film», ha detto commosso.

Olivia Coleman ha centrato, alla sua prima candidatura, l'Oscar per la miglior attrice protagonista per 'La favorita' di Yorgos Lanthimos, 'soffiando' la statuetta a Glenn Close candidata per la settima volta all'Oscar per il suo ruolo in 'The Wife - Vivere nell'ombra' di Björn Runge e data per favorita alla vigilia. A portare il discorso direttamente sul piano più prettamente politico è stato Spike Lee che, dopo una carriera quarantennale, si è aggiudicato il suo primo Oscar competitivo (tre anni fa aveva ricevuto quello alla carriera), per la sceneggiatura di "BlacKkKlansman", tre anni dopo quello onorario: «Le elezioni 2020 sono dietro l'angolo, ricordiamocelo, possiamo fare una scelta di amore e non di odio».

Le prime lacrime sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles sono state quelle di Regina King, premiata come migliore attrice non protagonista per il film di Barry Jenkins "Se la strada potesse parlare", tratto dal romanzo di James Baldwin, «uno dei più grandi autori del nostro tempo - ha detto l'attrice - ed è surreale per me essere qui a rappresentarlo. Baldwin ha fatto nascere questo bambino, lo ha cresciuto e sostenuto. Io sono un esempio di quanto l'amore e il sostegno possono fare. Grazie mamma per avermi cresciuta nell'amore», ha concluso l'attrice rivolgendosi con le lacrime agli occhi alla madre seduta in sala, anche lei commossa. Anche il premio per il miglior attore non protagonista è andato ad un attore afroamericano, Mahersala Ali per "Green Book", in cui ha interpretato il pianista jazz Don Shirley. Ali nel suo discorso ha ringraziato proprio Don Shilrley: "Ho cercato di catturare l'essenza perché mi ha spinto a cercare la riflessione grazie alla vita che ha vissuto e grazie al regista per averci dato spazio", ha detto Ali, che con questo Oscar è entrato nella storia per la doppietta di Oscar al miglior attore non protagonista realizzata in soli tre anni: nel 2016 si era aggiudicato la stessa statuetta per "Moonlight". "Green Book" ha vinto anche l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale, scritta dal figlio di Tony Vallelonga (l'autista di Don, interpretato da Viggo Mortensen) insieme al regista Peter Farrelly e a Brian Currie. In un'edizione degli Oscar in cui il tema dell'abbattimento dei muri culturali e razziali ha fatto davvero da filo rosso, Javier Bardem, nell'introdurre il premio al miglior film straniero, andato a "Roma" di Alfonso Cuaron (premiato anche per la fotografia oltre che per la regia), ha detto: «Non ci sono muri che possono contenere il talento». «Sono cresciuto vedendo film stranieri come Quarto potere, Il padrino, Lo squalo. Facciamo tutti parte dello stesso oceano, della stessa emozione. Voglio ringraziare il Messico e la mia famiglia», ha detto invece Cuaron.

Grande commozione anche per Lady Gaga che si è aggiudicata il suo primo Oscar, quello per la miglior canzone, con 'Shallow' (sulle cui note ha duettato sul palco con Bradley Cooper, regista e coprotagonista del film 'A star is born'). L'Oscar al miglior film di animazione è stato assegnato a "Spiderman: un nuovo universo", la nuova versione, sempre targata Marvel, dell'uomo ragno, dove c'è anche po' di Italia, attraverso la disegnatrice marchigiana Sara Pichelli che ha creato Miles, il giovane che prende il testimone di Peter Parker. La statuetta per il miglior trucco è andata a Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney, per il lavoro straordinario fatto nel film "Vice" per trasformare Christian Bale in Dick Cheney ma anche Amy Adams nella moglie di Cheney, Lynne, e Sam Rockwell in Bush jr.

L'Oscar 2019 per i costumi ha segnato invece una prima volta importante: la statuetta assegnata, dopo tre candidature, a Ruth E. Carter per "Black Panther" di Ryan Coogler è il primo Oscar ai costumi per un'artista afroamericana. Il film si è aggiudicato anche l'Oscar alla migliore scenografia, andato ad Hannah Beachler e al decoratore di set Jay Hart e per la miglior colonna sonora di Ludwig Goransson. "Bohemian Rhapsody" è stato premiato anche per il montaggio e suono. Per i migliori effetti visivi l'Oscar è invece andato a Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J.D. Schwalm per "First man - Il primo uomo".