RAVELLO. Dopo essere stati protagonisti dell’evento inaugurale del cartellone sinfonico della 67ª edizione del Ravello Festival, l’Orchestra del teatro San Carlo diretta da Juraj Valčuha (nella foto) torna sul Belvedere di Villa Rufolo giovedì 18 luglio alle 20.00 per proporre come programma un omaggio alle più celebri colonne sonore e ai loro compositori. Il concerto si apre con alcune tra le pagine più belle di Nino Rota, ovvero con la Suite dal balletto “La strada”, per poi proseguire con Star Wars Suite di John Williams e concludersi con il celeberrimo Un Americano a Parigi di George Gershwin. La musica di Nino Rota (1911-79) «è musica senza virgolette e, perciò, tale da poter restituire i sentimenti – grandi o piccoli – nella loro immediata spontaneità». A quarant’anni dalla sua morte l’interesse non solo per le sue celebri colonne sonore è sintetizzato dalla fortuna del balletto La Strada (1966), cavallo di battaglia del Corpo di ballo del Teatro alla Scala, dove fu presentato con una indimenticabile Carla Fracci nel ruolo di Gelsomina e dove la musica di Rota tradusse le radici più profonde del film. Così il regista Federico Fellini sintetizzava i temi captati da Rota: «nostalgie, rimorsi, rimpianti, la favola dell’innocenza tradita, la speranza di una vita limpida fatta di fiduciosi rapporti, e l’impossibilità o il tradimento di tutto questo». Rota si perfezionò fra il 1930 e il 1933 al Curtis Institute di Philadelphia, proprio negli anni in cui la popolarità di George Gershwin (1898-1937) era all’apice, avendo portato il jazz sinfonico con lavori come la Rapsody in blue e il raffinato poema sinfonico An American in Paris (1928). Se Rota era andato in America a studiare su consigli di Toscanini, i compositori americani invece venivano quasi tutti in Europa, soprattutto a Parigi, alla scuola di Nadia Boulanger, che non volle dare lezioni a Gershwin, ritenendolo perfettamente maturo. Solo in anni recenti sono cadute le diffidenze che vedevano i compositori di colonne sonore, come Rota, o di musical come Gershwin, presi poco sul serio come compositori in senso lato. Addirittura oggi le colonne sonore sono oggetto di ammirazione come un genere musicale a pieno titolo. Fra i compositori americani contemporanei un posto di primo piano spetta a John Williams (1932-), creatore di geniali collaborazioni con Steven Spielberg e delle musiche per la più celebre saga fantascientifica a cavallo fra Ventesimo e Ventunesimo secolo, la saga di Guerre stellari del regista George Lucas, da cui ha tratto una suite nel 2005.