«Geolier ha cantato una canzone non semplice. Se qualcuno ha capito il testo, lì si tratta di “ognuno va per la sua strada perchè pur amandoci non ci capiamo”, e non è un tema proprio facile, è un tema importante, sono cose notevoli». Così il cantautore Roberto Vecchioni ieri sera nel corso della trasmissione “In altre parole" condotta da Massimo Gramellini su La7.

«Un po' di avversità verso il sud e verso Napoli c'è. Secondo me c'è dell'invidia, perché Napoli è un regno dal 1200, quando altrove si pascolavano le capre. Napoli è una delle città più immense del mondo, lì hanno inventato la musica» ha incalzato l'ex insegnante di italiano.

«Napoli è una città provvisoria, è sotto un vulcano, ogni giorno è una vita perchè può succedere di tutto, ha avuto tutte le dominazioni possibili e immaginabili, potevano morire da un giorno all'altro. Invece, sono diventati fortissimi, eccezionali, fantasiosi, meravigliosi e in più fanno conoscere l'Italia. Io amo Napoli» ha continuato. «Io sono figlio di napoletani, ma anche se non lo fossi direi le stesse cose. Tutti conoscono l'arte di Roma, ma andate a vedere cose c'è a Napoli e nelle sue chiese» ha concluso Vecchioni.

Il cantautore è intervenuto anche sulla polemica per l'invito a Geolier dell'Università Federico II di Napoli per un incontro con gli studenti. Iniziativa che ha suscitato il commento dell'economista Carlo Cottarelli che su X ha scritto: «Sarò retrogrado ma non capisco perché l'università di Napoli abbia invitato Geolier a tenere una lezione nell'Ateneo partenopeo. Tutti quelli che arrivano secondi a Sanremo dovrebbero tenere lezioni all'università? Bene faceva Edoardo Bennato a cantare "sono solo canzonette"».

Le sue parole sono state riprese durante la trasmissione e Vecchioni ha chiuso con «questo non ha capito niente, perché Bennato era ironico. Non ha capito un cavolo di niente…».