VENEZIA. Di film così in Italia non ce ne sono. “Freaks Out” di Gabriele Mainetti, in concorso alla 78esima Mostra del cinema di Venezia è fantasy, dramma, azione. Perfetto nella confezione tra effetti speciali e suono, diverte e non solo. Parla di diversità perché i protagonisti sono fenomeni da baraccone che lavorano in un circo durante nella Roma del 1943. C’è l’uomo lupo Fulvio (Claudio Santamaria), il nano Mario (Giancarlo Martini), la piccola Matilde (Aurora Giovinazzo) e l’albino Cencio (Pietro Castellitto), che come fratelli guidati da Israel. Quando quest’ultimo scompare misteriosamente, si trovano a fare i conti su una città occupata dai nazisti. Qualcuno però ha messo gli occhi su di loro, il perfido Franz (Franz Rogowski), con un piano che potrebbe cambiare i loro destini.

«Dopo “Lo chiamavano Jeeg Robot” io e Nicola Guaglianone ci siamo chiesti cosa potevamo raccontare e abbiamo deciso di fare un film ambientato nella seconda guerra mondiale, precisamente nel 1943Ci divertiva l'idea di accostare al Freak un elemento conflittuale come quello del nazista. Il titolo sicuramente è ispirato al capolavoro di Tod Browning, un film meraviglioso che non è stato accolto come doveva. Ma ho deciso di intitolarlo “Freaks Out” perché il termine in inglese significa impazzire e poi perché in questa storia i personaggi fanno parte di un circo che viene distrutto e si trovano a dover fare i conti con la realtà al di fuori e con le proprie insicurezze», sottolinea Mainetti che ha lavorato alla sceneggiatura con Nicola Guaglianone che aggiunge «Gli sono brillati gli occhi a Gabriele quando gli ho proposto di raccontare quel periodo storico. Durante il nazismo gli uomini agivano come mostri, viceversa qui i mostri sono più umani degli uomini».

Deus ex machina sarà proprio la più piccola, una bravissima Aurora Giovinazzo per un ruolo che ricorda da vicino Eleven di “Stranger Things”, «una ragazzina in mezzo a un gruppo di rozzi. Il mio è un personaggio tormentato con un passato travagliato. Fragile, dolce, ingenua, con gli occhi pieni d'amore verso il genere umano, si trova a diventare una guerriera inconsapevole» ha dichiarato l’attrice. «Ho letto la sceneggiatura di questo film e per la seconda volta, dopo Jeeg Robot, e mi sono emozionato moltissimo - racconta Claudio Santamaria - Jeeg è lo scavo preliminare e questo è la diga di un cinema spettacolare che trova spazio in vicende che riguardano tutti. Questi Freaks sono un'armata Brancaleone. Sono come dei bambini che ancora non sanno bene usare i propri poteri e poi diventano degli eroi straordinari aiutando gli altri». Gli fa da eco Pietro Castellitto che ha trovato «spettacolare» il film, «e dietro questo spettacolo enorme e variopinto c'è una grande sceneggiatura e ci sono dei personaggi molto credibili: ognuno con un proprio orizzonte e un proprio passato». Per Mainetti i suoi personaggi «si muovono in una pagina oscura della nostra storia durante la seconda guerra mondiale. Sono impauriti e vigliacchi, ma poi riescono a tirare fuori i loro super poteri rapportandosi con gli altri. Anche Matilde alla fine riesce a staccarsi dalla figura paterna e a diventare adulta. E viene fuori che, nella sua diversità, una donna libera può solo illuminare».

Sforzo importante da parte della produzione (tra cui lo stesso Mainetti con la sua Goon Films) per un lavoro iniziato ben quattro anni fa.  «Un film in costume che poi è diventato un kolossal, molto impegnativo, pieno di effetti speciali, ma ci ha subito convinto il soggetto. Siamo molto felici di essere arrivati qui a Venezia, anche dall'estero c'è grande aspettativa e attesa», così Andrea Occhipinti di Lucky Red. Laconico Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, che parla di «film spartiacque per il cinema italiano», sottolineandone le ambizioni.

In almeno un paio di scene, quella sul coprifuoco e quella in cui una madre ebrea lascia il suo bambino ad un'altra donna per salvarlo, ci sono analogie sui tempi d’oggi, «anche la nostra protagonista Matilde che ha paura e non permette a nessuno di toccarla. Esattamente come in questo periodo storico fatto di abbracci che tanto rincorriamo e che ci mancano tanto» conclude Mainetti.

In sala dal 28 ottobre con 01 Distribution, “Freaks Out” si preannuncia un boom al boxoffice italiani, e perché no, anche in giro per il mondo.