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Azzurri derubati a Bergamo

Chiffi e il Var indirizzano il risultato a favore dell’Atalanta revocando un rigore al Napoli e annullando un gol regolare

Azzurri derubati a Bergamo

A Bergamo, sulla rimonta dell’Atalanta sul Napoli (2- 1) pesa una “macchia” dell’arbitro Chiffi che, a inizio di ripresa, con gli azzurri avanti 1-0, negava il gol a Gutierrez sull’assist di Hojlund sfuggito a Hien: l’arbitro ha ritenuto falloso lo strappo del danese su Hien a fondo campo, mentre è stato più che evidente che l’attaccante e il difensore si sono sbracciati a vicenda, un duello rusticano in cui il centravanti si è battuto senza far fallo su Hien, entrambi allacciati in un duello vigoroso.

Negato il raddoppio al Napoli, l’Atalanta nella ripresa si è meglio organizzata e ha assediato gli azzurri. Palladino sistemava meglio le fasce con Zappacosta da sinistra a destra, il suo ruolo naturale, e Bernasconi subentrato a Bellanova (57’) sulla fascia mancina.

Sotto la pressione alta dell’Atalanta, già evidente nel primo tempo, ma più sostenuta nella ripresa con l’ingresso di Samardizc per Sulemana (46’), più qualità tecnica, il Napoli è stato costretto a difendere (5-4- 1), beccando due gol di testa: Pasalic su corner (61’) e Samardzic sul cross di Bernasconi (82’).

L’Atalanta ha vinto la sua quinta partita casalinga di fila sovrastando il Napoli nel secondo tempo con una superiore condizione fisica nonostante la squadra bergamasca fosse reduce dal duro impegno di martedì a Dortmund per la Champions e mercoledì tornerà a giocare contro i tedeschi.

Il Napoli ha retto un tempo, chiuso a favore col gol di Beukema (18’ colpo di testa sulla punizione di Gutierrez). Ma ha dovuto sostenere un match di tanti duelli all’arma bianca nei quali ha prevalso poco. Hien ha tenuto Hojlund, Kolasinac ha “chiuso” Vergara (pochi spunti), Scalvini ha subito più di uno strappo di Alisson Santos ma rimediavano i compagni. Elmas è stato fisso su Pasalic con difficoltà.

Gli esterni azzurri, Mazzocchi e Gutierrez, sono stati costretti a difendere sotto la spinta degli esterni avversari. Prevalevano Juan Jesus su Krstovic e Buongiorno su Sulemana. A fatica Beukema riduceva la pericolosità di Zalewski, continuamente in spinta. Lobotka aveva libertà di dirigere il gioco azzurro, ma l’Atalanta era rapida a chiudersi sulle folate offensive del Napoli. A fine primo tempo, altri due episodi a sfavore del Napoli.

Chiffi concedeva il rigore a Hojlund (42’ ginocchio contro ginocchio di Hien), ma richiamato dal Var tornava sulla decisione, niente penalty. Nel recupero del primo tempo, Carnesecchi di piede sventava il tiro-gol di Alisson Santos (45’+2’), poi Vergara di testa consegnava la palla al portiere atalantino.

Nel secondo tempo, incassato il pareggio di Pasalic, Conte cambiava gli esterni (62’ Politano per Mazzocchi e Spinazzola per Gutierrez) per una maggiore proposta offensiva, però senza mai sfondare. L’Atalanta aveva in pugno la gara giocando nella metà campo azzurra e inserendo Scamacca, più poderoso, per Krstovic.

Dopo il sorpasso di Samardzic, Conte tentava un’altra mossa offensiva con Lukaku per Alisson Santos (85’) dopo avere inserito Giovane per Vergara (69’). C’era anche Olivera per Juan Jesus (69’). Il finale vedeva gli azzurri premere verso la porta di Carnesecchi, ma senza successo, l’Atalanta faceva muro. Una sconfitta di rabbia per l’errore di Chiffi, ma complessivamente l’Atalanta è stata superiore con un pressing alto e il dominio del gioco.

Milinkovc sventava due palle-gol (35’ su Sulemana, 68’ su Scamacca). Unica prodezza di Carnesecchi sulla conclusione di Alisson Santos. E’ una sconfitta che brucia perché il Napoli, pur costretto a difendere, ha tenuto bene il campo, però man mano ha ridotto la pericolosità offensiva, sempre più solo Hojlund soprattutto quando usciva Vergara.

Nel finale, sugli spunti di Politano e i cross di Spinazzola l’Atalanta, in massa nella sua area, era sempre vigile. È stata la seconda partita senza McTominay (e senza Di Lorenzo e Rrahmani, più l’assenza cronica di Anguissa). All’Atalanta mancavano Raspadori e De Ketelaere. Ma Palladino ha sfruttato bene i cambi.

Sesta sconfitta del Napoli, tutte fuori casa. Gli azzurri restano al terzo posto, quattro punti sulla Juventus, cinque su Atalanta e Como. Ma ora hanno la Roma addosso. La lotta per la qualificazione Champions si fa dura. Sabato il Napoli giocherà a Verona, ultimo, e sarà un’altra battaglia feroce.

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