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L’Open 1500 che racconta Napoli: talento, famiglia e futuro all’Equipe Lucioli

167 gli iscritti, sul podio è salito il 17enne Marigliano

L’Open 1500 che racconta Napoli: talento, famiglia e futuro all’Equipe Lucioli

I premiati al torneo dell'Equipe Lucioli

NAPOLI. In 167 per un torneo di prima fascia che ha riunito il meglio del tennis campano. La vittoria del 17enne Marigliano accende l’orizzonte, mentre il circolo rilancia la propria identità sportiva.

C’è qualcosa che distingue un buon torneo da un torneo che lascia traccia. L’Open 1500 dell’Equipe Lucioli appartiene alla seconda categoria. Non solo per i numeri – 167 iscritti, livello tecnico alto in ogni tabellone – ma per l’atmosfera che si respira quando il tennis diventa racconto collettivo.

Sui campi della struttura cara alla famiglia Lucioli si è ritrovato il meglio del panorama campano. A dirigere le operazioni il giudice arbitro Antonio Albanese, con Giuseppe Lucioli nel ruolo di direttore del torneo. Un’organizzazione fluida, una partecipazione importante, un pubblico presente come accade solo nei circoli che hanno costruito nel tempo un’identità riconoscibile.

La finale che accende il futuro

La partita che resterà nella memoria è la finale maschile. Antonio Marigliano, 2.4 e numero 150 del ranking ITF Junior, ha superato Pasquale De Giorgio (2.2, TC Vomero) 3-6 7-5 7-5 al termine di una sfida intensa e tecnicamente di valore.

Per lunghi tratti sembrava che il campione campano De Giorgio avesse il controllo: avanti 6-3 3-0, con inerzia e ritmo dalla sua parte. Marigliano ha cambiato passo senza forzature inutili, lavorando punto su punto. Sul 5-5 del terzo set ha trovato il break decisivo; nel game successivo, sotto 0-40 al servizio, ha gestito la pressione con lucidità, chiudendo 7-5.

Una vittoria costruita con pazienza e qualità, che conferma la crescita del diciassettenne napoletano, già proiettato verso una trasferta di tre settimane in Spagna per altrettanti tornei ITF.

“L’obiettivo è centrare un posto nel main draw di una prova dello Slam juniores. Sto lavorando per questo, con intensità e piglio giusti. Non gioco tanti tornei Open, vincere qui ha avuto un gusto speciale. Non foss’altro per la caratura degli avversari che mi sono trovato di fronte”.

Nel percorso verso il titolo, Marigliano aveva eliminato in semifinale la testa di serie numero uno Giuseppe Caparco (2-6 6-0 6-1), mentre De Giorgio aveva superato Massimo Junior Del Carmine 6-2 6-2. Nei quarti si erano fermati Cristian Campese, Ivan La Cava, Davide Osti e Tommaso Russo, tutti classificati 2.4.

Nei tabelloni conclusivi, titolo di Terza a Donato Cerrone su Michele Riccio; tra i Quarta successo di Andrea Imperato su Fabrizio Speranza al match tie-break.

Il tennis femminile tra conferme e nuove energie

Anche il torneo femminile ha offerto contenuti tecnici interessanti. Il titolo è andato alla 2.5 Celeste Faustini (TC Sinalunga), che ha superato Miriana Galietta (TC Battipaglia) 6-3 6-3.

In semifinale Galietta aveva rimontato Federica Papa, mentre Faustini aveva avuto la meglio su Eva Zabotlania dopo un match diviso in due fasi nette. Nei quarti spazio a Sara De Maria, Laura Conte, Sofia Santoro e Camilla Iervolino.

Nel tabellone conclusivo di Terza categoria successo di Vittoria Vecchiarelli su Chiara Lanzillo 6-4 6-4, a conferma di un movimento che continua a produrre competitività diffusa.

Una tradizione che non fa rumore

Oltre ai risultati, l’Open 1500 ha restituito un’immagine precisa del circolo organizzatore. Giuseppe Lucioli, maestro e consigliere della FITP Campania, ha sintetizzato così il senso dell’evento:

“Tutte queste adesioni, sia in campo maschile che femminile, e la qualità altissima degli iscritti gratifica la storia stessa del nostro sodalizio. Grazie di cuore a Vitekna, Mak e Un posto al Sole Restaurant che ci hanno sostenuto affinché il montepremi potesse essere valido quasi quanto il livello della competizione. Mi piace inoltre sottolineare che quest’anno torneremo in serie C, lo faremo con una squadra femminile molto competitiva, con marchi Dolphin House e Reforma. Chi ci conosce sa bene che amiamo poco i proclami e siamo invece molto più per la sostanza. Un passo alla volta, nella conferma di una tradizione tennistica inaugurata da mio nonno, proseguita da mio papà Tonino, che è anche direttore tecnico della struttura, quindi dal sottoscritto e da mio fratello Giovanni”.

Il tennis, al Lucioli, è una questione di famiglia nel senso più pieno del termine. Non retorica, ma continuità. Dalla generazione del nonno a quella attuale, passando per Tonino Lucioli, direttore tecnico, il filo è rimasto lo stesso: lavoro quotidiano, attenzione ai giovani, ambizione misurata.

Un segnale per il movimento campano

L’Open 1500 non è stato solo un torneo riuscito. È stato un segnale. La partecipazione ampia, il livello tecnico, la presenza del pubblico raccontano di un movimento vivo, capace di generare competizione vera e prospettive concrete.

Se il successo di Marigliano indica una direzione possibile, la solidità organizzativa dell’Equipe Lucioli conferma che Napoli sa ancora costruire tennis partendo dalle fondamenta.

Con metodo, senza proclami. E con lo sguardo rivolto oltre la prossima finale.

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