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Napoli canta a De Bruyne: «Tu sì 'na cosa grande»

Conte ha ritrovato il vecchio campione per il gran finale di campionato

Napoli canta a De Bruyne: «Tu sì 'na cosa grande»

Kevin De Bruyne

NAPOLI. Tu si ’na cosa grande. Kevin De Bruyne è tornato. E lo ha fatto nel modo che gli riesce meglio: cambiando la partita. Sabato, contro il Lecce, il Napoli aveva bisogno di una scossa. Una di quelle che solo i campioni sanno dare. L’ingresso del fuoriclasse belga nella ripresa ha ribaltato inerzia e destino della gara.

L’INIZIO TREMENDO. Il match si era complicato dopo il vantaggio iniziale di Siebert. Un gol che aveva gelato il pubblico del Maradona. Il Napoli faticava a trovare ritmo e idee. La squadra sembrava imbrigliata. Serviva qualità. Serviva personalità. Serviva Kevin De Bruyne. Quando è entrato in campo a inizio secondo tempo qualcosa è cambiato subito. Il pallone ha iniziato a viaggiare più veloce. Le linee si sono aperte.

Gli spazi sono comparsi. E con essi anche le occasioni. De Bruyne si è caricato la squadra sulle spalle. Ha guidato ogni azione. Ha alzato il livello tecnico della manovra. Ha trasmesso fiducia ai compagni. E il Napoli ha ritrovato la strada della vittoria. Il gol della vittoria di Politano è partito da un suo calcio d’angolo. Finalmente battuto bene.

IL PEGGIO È PASSATO. Non era una partita come le altre. Perché il ritorno del belga arriva dopo mesi complicati. Dopo un infortunio che aveva spaventato tutti. Tutto era iniziato nella sfida contro l’Inter. Un episodio quasi beffardo. Un rigore calciato con potenza. Un gesto naturale per lui. Ma che in quel momento si trasformò in un problema serio. Subito dopo arrivò la diagnosi.

Lesione di alto grado al bicipite femorale. Un fulmine a ciel sereno. Il Napoli in quel momento era primo in classifica. La stagione sembrava lanciata. E perdere il suo faro offensivo fu un colpo durissimo. L’operazione divenne inevitabile. Poi iniziò la lunga riabilitazione. Settimane di lavoro silenzioso.

Di palestra e sacrifici. Di pazienza. De Bruyne non ha mai smesso di crederci. Ha lavorato per tornare. Per aiutare la squadra nel momento decisivo della stagione. Il primo passo era arrivato già contro il Torino. Un rientro graduale. Qualche minuto per riprendere ritmo. Per riassaporare il campo. Contro il Lecce, invece, si è visto il vero KDB.

Il giocatore capace di illuminare ogni azione. Il campione che sa cambiare le partite. Qualità e quantità da vendere. Visione di gioco. Tecnica sopraffina. Leadership naturale. Tutto questo a prescindere dall’età. Perché il tempo passa per tutti. Ma i grandi restano grandi.

SENZA ETÀ. Il 28 giugno prossimo compirà 35 anni. Un traguardo importante. Ma guardandolo in campo sembra ancora lontano. I tifosi napoletani hanno potuto finalmente goderselo davvero. Per anni lo avevano ammirato da lontano. Molti lo avevano usato solo sulla Playstation. Ora invece lo vedono dal vivo. Con la maglia azzurra addosso.

VERSO IL MONDIALE. E De Bruyne sa bene cosa può dare in questo finale di stagione. Restano nove partite. Nove battaglie. Nove occasioni per lasciare il segno. Venerdì contro il Cagliari potrebbe arrivare una nuova tappa. Quella del ritorno da titolare. Una notizia che la piazza aspetta con ansia.

Perché Kevin ora sta bene. E ha bisogno di giocare. Di accumulare minuti. Di ritrovare la migliore condizione. Anche perché all’orizzonte c’è un altro grande obiettivo. Il Mondiale con il Belgio. De Bruyne vuole arrivarci al massimo della forma. Prima, però, viene il Napoli. La squadra che lo aspetta. La squadra che ha bisogno del suo talento. La squadra che ora può contare di nuovo su Kevin De Bruyne. E con lui in campo tutto sembra possibile.

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