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primavera da scudetto
23 Marzo 2026 - 09:08
NAPOLI. Sarà una primavera da scudetto per il Napoli. Il pareggio dell’Inter in casa della Fiorentina ha riaperto ufficialmente la lotta per il titolo tricolore. Adesso il distacco dalla vetta è di sette lunghezze a otto giornate dalla fine del campionato. Conte e i suoi ragazzi sognano, dunque, un bis tricolore che sarebbe epico se si pensa che fino a quattro gare fa il discorso sembrava chiuso. Prima del ciclo vincente dei partenopei i punti dalla capolista nerazzurra erano ben tredici. Poi i meneghini hanno cominciato a perdere terreno e la storia è cambiata.
LA METAMORFOSI. Il successo di venerdì sul campo del Cagliari ha dato ulteriore slancio al gruppo guidato da Antonio Conte. Una vittoria pesante, non solo per il valore dell’avversario, ma per ciò che rappresenta: il quarto successo consecutivo dopo quelli contro Hellas Verona, Lecce e Torino. Dodici punti che hanno blindato la zona Champions e dato un segnale chiaro al campionato e a chi non si sente più sicuro di poter assicurarsi lo scudetto facilmente. Oggi il quinto posto occupato dalla Juventus e dalla Roma è distante otto lunghezze: un margine rassicurante, ma non sufficiente per abbassare la guardia. Perché Conte, fedele alla sua mentalità, non si accontenta e guarda avanti. Davanti c’è il Milan, tornato a +1 dopo il successo proprio contro il Torino e appunto l’Inter. Ma il calendario offre subito un’occasione: a Pasquetta, al Maradona, lo scontro diretto può valere il sorpasso e il secondo posto mentre Barella e compagni ospiteranno i giallorossi allenati da Gasperini.
VERSO L’ALTO. Inevitabilmente, dunque, lo sguardo si spinge ancora più in alto, dove comanda l’Inter. A rendere credibile il sogno c’è soprattutto una ritrovata abbondanza. Dopo settimane di emergenza, il Napoli ritrova i suoi uomini chiave: da Kevin De Bruyne a André-Frank Zambo Anguissa, passando per Billy Gilmour, Scott McTominay e Stanislav Lobotka. Un centrocampo che cambia volto e prospettive, restituendo qualità, equilibrio e profondità alla manovra. Restano ancora ai box David Neres, Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani e Antonio Vergara, ma la sosta per le nazionali arriva al momento giusto per recuperare energie e, magari, qualche pedina preziosa. Conte si gode il momento, ma senza mai voltarsi indietro. Il Napoli ha ritrovato sé stesso nel momento più importante della stagione. E adesso, con la primavera appena iniziata, sogna un finale che possa davvero diventare indimenticabile.
L’EVOLUZIONE. C’è anche un dato che rafforza l’entusiasmo: la crescita mentale della squadra. Nelle ultime uscite gli azzurri hanno mostrato una maturità diversa, sapendo gestire i momenti di difficoltà senza perdere lucidità. Un segnale chiaro del lavoro quotidiano imposto da Conte, fatto di intensità e attenzione ai dettagli. La fase difensiva, spesso criticata nei mesi scorsi, sembra aver trovato un nuovo equilibrio. Anche grazie al contributo del centrocampo, più compatto e disposto al sacrificio, il Napoli concede meno spazi e riesce a controllare meglio le partite. In avanti, invece, la sensazione è che ci siano ancora margini di crescita. Con il rientro progressivo degli uomini più tecnici, la manovra può diventare più fluida e imprevedibile, aumentando il numero di soluzioni offensive. Molto passerà anche dalla gestione delle energie. Le otto gare rimaste saranno una vera e propria volata, dove ogni dettaglio può fare la differenza. Conte lo sa bene e sfrutterà la profondità della rosa per mantenere alto il livello competitivo.
LA PAZZA VOGLIA. Il pubblico del Maradona, intanto, si prepara a recitare un ruolo fondamentale. L’atmosfera delle grandi occasioni potrebbe diventare un fattore decisivo, soprattutto negli scontri diretti. La sfida contro il Milan rappresenta molto più di una semplice partita: è un crocevia che può cambiare le gerarchie in alta classifica e dare ulteriore slancio alle ambizioni azzurre. E mentre l’Inter resta il punto di riferimento, il Napoli ha dimostrato di poter accorciare le distanze con continuità e determinazione. Il sogno non è più un’illusione, ma un obiettivo da inseguire con convinzione.
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