Non c'è pace per il Barcellona. Dopo la crisi economica che ha colpito il club catalano causando un inevitabile ridimensionamento, è di oggi la notizia dell'arresto dell'ex presidente Josep Maria Bartomeu nell'ambito dell'inchiesta "Barçagate". Sono varie le accuse mosse nei suoi confronti: l'ex numero uno del Barcellona avrebbe incaricato la società "i3 Ventures" di monitorare e controllare i social networw provvedendo poi a diffamare attraverso profili falsi chiunque (anche i calciatori, perfino Messi) criticasse o non appoggiasse le scelte o l'operato del club. Secondo le fonti Bartomeu avrebbe compiuto anche altri reati nel corso della sua presidenza. Addirittura pare che il Barcellona abbia inscenato il licenziamento di parte del personale per evitare le spese d'indennizzo alla previdenza sociale spagnola. Il Tribunale di Barcellona ha accusato Bartomeu di corruzione e falso in amministrazione. Insieme all'ex presidente sono finiti in manette anche Jaume Masferrer (ex capo del personale del club), Oscar Grau (CEO del Barcellona), Roman Gomez Ponti (capo dell'ufficio legale del club). I quattro si trovano attualmente in stato di detenzione presso il Commissariato di Les Corts. Proseguono inoltre in queste ore le perquisizioni dei Mossos d'Esquadra negli uffici del Camp Nou. Il Barcellona ha già provveduto a diffondere un comunicato ufficiale nel quale è stato espresso rispetto nei confronti del procedimento giudiziario, oltre che la presunzione di innocenza delle persone coinvolte e la volontà di collaborare affinché si possa far luce sulla vicenda. Intanto, in un clima surreale, domenica prossima i soci del Barcellona dovranno eleggere il quarantunesimo presidente della storia del club. I candidati sono Joan Laporta, Victor Font e Antoni Freixa. Laporta intanto si è gia espresso su quanto successo oggi, dichiarando che la presunzione d'innocenza non farà bene né agli imputati né al Barcellona stesso e tutto ciò potrebbe avere un impatto pesante sul club, non solo in termini d'immagine.