Il calcio a porte chiuse in Italia per l'emergenza coronavirus. L'ipotesi circolata dopo i primi rinvii in serie A ha preso corpo in queste ore. I primi match senza spettatori potrebbero svolgersi già questo weekend. Il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che autorizza le partite a porte chiuse nelle aree a rischio contagio, secondo quanto si apprende da fonti del ministero dello Sport, è imminente. La soluzione riguarderebbe non solo la serie A ma anche i match internazionali e dunque le partite di coppa.

E' probabile che anche Inter-Ludogorets, ritorno dei sedicesimi di Europa League in programma il 27 febbraio a San Siro, si giochi a porte chiuse, così come la sfida scudetto di domenica tra Inter e Juventus. E' stata la stessa Figc, oggi riunita in un consiglio federale, a chiedere al governo l'autorizzazione per disputare alcune partite senza pubblico a causa dell'emergenza in quanto non specificato dall’ordinanza del ministero della Salute. La Federcalcio ha chiesto inoltre informazioni sullo stato di alcuni impianti, al momento chiusi dai rispettivi comuni e quindi non utilizzabili. Secondo quanto si apprende anche il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino, ha inviato una richiesta al governo per poter giocare a porte chiuse nei territori considerati a rischio. Il calendario delle manifestazioni calcistiche è infatti già saturo di impegni, e anche in considerazione dell’avvio dei prossimi Europei ulteriori rinvii renderebbero ancora più complicata la situazione.

A favore dei match a porte chiuse si è già espresso Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo Oms nominato consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza: "E' un provvedimento da prendere per almeno le prossime due settimane", ha affermato a Radio Punto Nuovo. Via libera senza polemiche anche dal presidente della Juventus, Andrea Agnelli, in relazione alla sfida scudetto con l'Inter: "In questo momento -ha evidenziato Agnelli a Radio 24- la priorità è la tutela della salute pubblica, partendo da questo presupposto c'è un dialogo in corso con le autorità, ma qualunque determinazione sarà presa, è importante che sia a tutela della salute pubblica". "Sarei l’uomo più felice del mondo se Juventus-Inter si giocasse con il pubblico, vorrebbe dire che ci sono state evoluzioni positive, ma non ci sono alternative", ha precisato il presidente della Figc, Gabriele Gravina, confermando che anche per il match in Europa League dell'Inter è stata inoltrata al ministro Speranza "una richiesta ufficiale per farla giocare a porte chiuse e attendiamo riscontro che ci è già stato preannunciato positivo".

L'emergenza del resto non ha investito solo il calcio di vertice, ma anche quello minore e gli altri sport. La Lega Pro ha disposto il rinvio della nona e decima giornata di ritorno nei gironi A e B di serie C e la Lega Dilettanti ha sospeso tutte le partite delle regioni coinvolte. La Federazione italiana pallavolo, congiuntamente alle due Leghe di Serie A maschile e femminile, ha deciso in una riunione d'urgenza di sospendere l'intera attività nazionale a tutti livelli fino al primo marzo compreso. Si ferma anche il rugby, che ha decretato lo stop ai campionati fino al 1° marzo. Le competizioni degli sport invernali sono state sospese in tutta Italia per l'intera settimana "in attesa del perfezionamento di ulteriori provvedimenti che verranno forniti dallo stesso Consiglio dei ministri".

A livello internazionale, l'emergenza coronavirus al momento non comporta cambi di programma nell'ottica delle Olimpiadi di Tokyo in programma quest'estate. "I preparativi per le Olimpiadi di Tokyo 2020 continuano come previsto", ha chiarito il Comitato olimpico internazionale. "Le contromisure contro le malattie infettive costituiscono una parte importante dei piani di Tokyo 2020 per ospitare dei Giochi Olimpici sicuri e protetti -ha aggiunto il Cio-. Tokyo 2020 continuerà a collaborare con tutte le organizzazioni pertinenti che monitorano attentamente l'incidenza di malattie infettive e rivedrà le contromisure che potrebbero essere necessarie con tutte le organizzazioni pertinenti". Il Cio spiega di essere "in contatto con l'Organizzazione mondiale della sanità e con i suoi esperti medici". Poi conclude: "Siamo fiduciosi che le autorità competenti, in particolare in Giappone e Cina, prenderanno tutte le misure necessarie per affrontare la situazione".