Soddisfazione massima. Il Napoli batte la Juventus al Maradona (2-1) in una partita in cui Vlahovic colpisce un palo e fallisce tre palle-gol, un’altra la sbaglia Cambiasso, un’altra ancora Rugani. Una Juve irriducibile ha messo a dura prova la formazione azzurra reduce dal 6-1 di Reggio Emilia. Aveva giocato mercoledì il Napoli accusando solo nella ripresa una leggera flessione.

E’ stata alla fine una vittoria della volontà perché sul rigore calciato da Osimhen si sono avventati in tre sulla respinta di Szczesny e Raspadori l’ha messa dentro precedendo Anguissa e Di Lorenzo (87’).

Per più di quaranta minuti il Napoli aveva condotto di corto muso per il gol di Kvaratskhelia (43’), gran battuta al volo di destro. Il possesso-palla difensivo degli azzurri sembrava avere la meglio, ma una rasoiata di Chiesa (81’) rimetteva il match in parità, un risultato che la Juventus meritava per il maggior numero di palle-gol create. Il Napoli non si arrendeva e per il fallo di Nonge su Osimhen, ecco il rigore da cui nasceva il gol-vittoria di Raspadori, decisivo nel finale come successe l’anno scorso contro i bianconeri.

Con Osimhen bloccato da Bremer, è stato Kvaratskhelia il condottiero azzurro. Non si contano i palloni giocati dal georgiano, messo continuamente giù dagli avversari (cinque falli subiti nel primo tempo, ammoniti Vlahovic e Cambiaso). Kvara è stato il superbo trascinatore degli azzurri.

La Juventus non ha badato solo a difendere, ma spesso si è distesa in avanti con più giocatori. Nel primo tempo è stato un vero ping-pong con occasioni per tutte e due le squadre. Vlahovic sprecava al 10’ e al 45’, con un pallonetto sull’uscita di Meret colpiva il palo lontano (34’). Il Napoli aveva due grosse opportunità, ma era alto il tiro di Di Lorenzo (24’) e sul colpo di testa di Olivera salvava sulla linea Alex Sandro (38’).

Lobotka pilotava il gioco azzurro, era bene in partita Traoré, a corrente alternata Anguissa. Il Napoli andava all’assalto avanzando con Di Lorenzo e Olivera che si riprendeva da un inizio incerto. La Juve replicava con lanci lunghi. Si inseriva pericolosamente a destra con Cambiaso e, a sinistra, con Iling. Il gol di Kvaratskhelia rompeva l’equilibrio del match.

La Juventus era senza Rabiot e McKennie, escludeva Gatti, giocava Alex Sandro con Rugani a destra, c’èra Iling e non Kostic esterno sinistro di centrocampo con Cambiaso a destra, Miretti e Alcaraz le mezzali. Rispetto a Reggio Emilia, Juan Jesus per Ostigard e Olivera per Mario Rui, Traoré dall’inizio come contro il Sassuolo.

Nella ripresa rientrava in campo una Juve furiosa alla ricerca del pareggio. Cambiaso sbagliava la quarta palla-gol (53’). Entravano Ostigard per Rrahmani acciaccato, Raspadori per Politano, Zielinski per Traoré, Weah per Cambiaso ammonito (65’). Il Napoli teneva palla facendo correre a vuoto la Juventus che cambiava Miretti con Nonge e Iling con Yildiz (76’). La partita si faceva dura per il Napoli e il gol di Chiesa (81’) faceva temere il peggio perché la Juventus aveva più energie.

Osimhen, sotto le grinfie di Bremer, aveva combinato poco, mai al tiro, ma si batteva strenuamente, fino a guadagnare il rigore. Respirava profondamente lo stadio, un urlo al tiro del nigeriano respinto corto di Szczesny, un urlo più forte quando Raspadori scuoteva la rete.

Entravano Danilo per Nonge e Milik per Alcaraz (89’). La Juventus concludeva il match con quattro attaccanti (Chiesa, Milik, Vlahovic, Yildiz), ma Rugani falliva il pareggio con la quinta palla-gol mancata dalla Juve (92’).