NAPOLI. Alcuni atleti già qualificati, altri in attesa di centrare il sogno. Ma adesso tutto è rinviato all'anno prossimo: bisognerà capire se i risultati di quest'anno verranno ritenuti validi, o se verrà azzerato tutto. Questa pare l'opzione valida, almeno fino ad oggi: sarebbe come se la stagione attualmente in corso non si sia disputata, ma tant'è. È il caso, ad esempio, di Gregorio Paltrinieri, della nazionale di Pallanuoto, di Mario Sanzullo e di Luca Curatoli. Loro avevano già raggiunto il sogno di Tokyo 2020, non è ancora dato sapere se quanto fatto varrà anche per Tokyo 2021. Il Coni aspetta direttive dal Cio, e nel frattempo prende atto di un rinvio che ormai era nell'aria, dopo i ripetuti allarmi lanciati dall'Oms. «È una bellissima notizia per noi, in un momento di incertezza – spiega il presidente del Coni Campania, Sergio Roncelli (nella foto) - sapere che c'è una data sicura dà molta motivazione a tutte le federazioni, a tutti gli atleti». In fondo l'importante è partecipare ai Giochi, e farlo bene senza mettere a rischio la salute di nessuno. «È chiaro, qualsiasi soluzione presentava i propri pro e contro: rinviarle di qualche o di un anno, ma credo che questa sia la soluzione migliore. Dal momento in cui il Cio si è espresso – continua Roncelli - atleti e federazioni avranno tempi e modi per riprogrammare tutto il lavoro, e quindi arrivare nel 2021 con lo stesso standard atletico raggiunto in questo 2020». Ma al di là del fatto sportivo, sono altri i problemi aperti dall'inevitabile rinvio delle Olimpiadi di Tokyo. Uno di questi, l'utilizzo degli impianti sportivi napoletani che erano stati rimessi a nuovo in occasione delle Universiadi. Ora, dopo un anno, ci saranno contratti da ridiscutere, altri costi di manutenzione, sponsorizzazioni da trovare e quant'altro. «Certo, questo sarà un danno per noi – conclude Roncelli – avremmo sfruttato la “scia” dell'Universiade per organizzare eventi e usare quegli impianti. Ora naturalmente questo non sarà più possibile, andrà tutto posticipato di un anno».