NAPOLI. Nemmeno la Seconda Guerra Mondiale aveva fatto rinviare le Olimpiadi: ci è riuscito il Coronavirus, che ormai si è diffuso in tutta Europa. Dunque sarà Tokyo 2021 la 32ª edizione dei Giochi olimpici, con un anno di “ritardo”. «Fino ad un mese fa, speravo che si potessero ancora tenere regolarmente questa estate – spiega Massimiliano Rosolino – poi in poco tempo la situazione è precipitata. È cambiato tutto nelle ultime settimane, e ad oggi mi pare sia una decisione inevitabile». Anche perché molte federazioni, tra cui quella Australiana, avevano deciso di ritirarsi, a prescindere dal rinvio. «Certo che questo rinvio cambia moltissimo le cose in chiave olimpica: in un primo momento pensavo che sarebbe stato meglio farla con 6000 atleti invece che con 10mila, piuttosto che annullarla completamente. Poi si era parlato di un rinvio di qualche mese, ipotesi che mi era sembrata plausibile, ma alla fine è tramontata anche questa idea». Insomma, il virus è arrivato prima di tutti. «Speriamo che finisca tutto in fretta – prosegue l’ex azzurro di nuoto – siamo in uno scenario davvero surreale, spero che quanto prima tutto lo sport mondiale (e non solo) possa tornare a riprendere il suo percorso». Come spiegato da Massimiliano, questo rinvio apre le strade a varie ipotesi su come verranno organizzate le qualificazioni in vista del 2021: «Ovvio che cambia molto perché non è detto che il campione di quest’anno sarà il campione anche dell’anno prossimo. C’è chi magari l’anno prossimo non riuscirà più a fare i tempi dell’anno prossimo, chi invece ora è ancora giovane ma l’anno prossimo riuscirà ad affermarsi. Insomma, è tutto da vedere». Un gran casino, verrebbe da dire, se questo virus è riuscito a fermare qualcosa che nemmeno le bombe avevano interrotto. Basterebbe pensare a quello che ha detto Federica Pellegrini: «Devo nuotare un altro anno, non ci voglio credere: Avrei preferito gareggiare quest’anno, ma visto tutto quello che sta succedendo nel mondo e che tanti atleti non hanno la possibilità di allenarsi saremmo arrivati senza essere preparati, quindi la decisione di spostarle di un anno è giusta e sono d’accordo. Ci prepareremo al meglio, si tratta solo di riprogrammare tutto. Speriamo che il fisico tenga botta ancora per un anno».