CASTELLAMMARE DI STABIA. Guerra aperta in casa Juve Stabia. Dopo la querelle dei mesi scorsi in merito alle decisioni dell’amministratore unico D’Elia, i soci Francesco Manniello e Andrea Langella si sono lanciati il guanto di sfida durante la trasmissione Juve Stabia Live.

«Questa è una società allo sbaraglio – ha esordito il primo –, mi auguro che il campionato non riparta dato che solo oggi si sono preoccupati di recarsi al Comune per calendarizzare la sanificazione del Menti. Oggi i ragazzi si sono allenati a Casola di Napoli, mi chiedo quale altra squadra di B non disponga ancora del proprio stadio e, addirittura, chi altro abbia il direttore generale e gli altri dipendenti in cassa integrazione. Da stasera tornerò in campo, non voglio che persone che non capiscono nulla di calcio come l’amministratore unico D’Elia spingano la squadra in serie C. Nei mesi scorsi ho richiesto il doppio amministratore e l’accesso agli atti ad Andrea Langella e sono ancora in attesa. Per non parlare dell’offerta per le mie quote, ogni volta al ribasso. Sono pronto a pubblicare tutte le email inviatemi in questi mesi per dimostrare ciò che sta accadendo».

Immediata è giunta la replica di Langella. «Qualcuno si faccia una domanda se in tutti questi anni sono andati via tutti i soci, se Manniello vuole comandare sono pronto a rassegnare le mie dimissioni stasera stessa. La verità è che ha rifiutato la mia offerta per 100.000 euro dimenticando il capitale da me investito e il suo assentarsi negli ultimi mesi. Non ci sto ad essere definito un dilettante, sono un imprenditore serio che vuole il bene della Juve Stabia e della sua tifoseria. Evidentemente c’è qualcuno che spinge Manniello a dichiarare determinate cose, non mi spiego altrimenti certi atteggiamenti. Abbiamo scelto assieme D’Elia e nei mesi scorsi non ho acconsentito al doppio amministratore per non fossilizzare la società in un frangente molto delicato. Non abbiamo mai minacciato i licenziamenti dei fedelissimi del mio socio, la verità è che le divergenze sono nate qualcuno di loro si è rifiutato di illustrare determinati aspetti non chiari all’amministratore. E ricordo a Manniello che un anno fa mi ha implorato di entrare in società e che solo per merito del sottoscritto sono stati evitati pesantissimi punti di penalizzazione quando Petroni è andato via senza sborsare neanche un euro. Non ci sto a sentire raccontare fandonie. Così non possiamo andare avanti, per il bene della Juve Stabia dovrà restare solo uno dei due». Fuoco e fiamme in casa gialloblù.