Da domani stadi di serie A aperti per mille persone a incontro. E' quanto si apprende dalla videoconferenza convocata dal ministro Francesco Boccia, presenti il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, i ministri Spadafora e Speranza, i governatori Fedriga, Marsilio, Toma, Bardi, Cirio e Fontana.

Si parte subito con i 1000 ingressi della serie A, si lavorerà da qui al 7 ottobre per dare un contributo condiviso tra governo e regioni in vista del prossimo dpcm, anche in base alle valutazioni di ministero della Salute e Cts della curva epidemiologica, dopo l'apertura delle scuole, per definire una percentuale di ingresso che tenga conto della capienza degli impianti per ogni disciplina sportiva.

 

Igienista Signorelli: "Sì a pubblico negli stadi, rischio Covid basso all'aperto"

"Io ho sempre ritenuto che all'aperto il rischio di trasmissione di questa malattia sia molto basso, non inesistente, ma molto basso. Gli stadi all'aperto permettono distanze che garantiscono la possibilità di avere un pubblico limitato e numericamente proporzionato alla capienza". Lo afferma all'Adnkronos Salute Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che commenta il via libera, in alcune regioni, a un pubblico limitato negli eventi sportivi come le partite di calcio.

 

Secondo Signorelli, "il vero problema di queste aperture è la questione degli accessi alle strutture, ovvero i trasporti. Per questo credo che sia corretto che la decisione sull'apertura al pubblico venga presa dagli enti locali che conoscono la situazione e possono decidere se ci sono o meno rischi di assembramento e quali sono le dinamiche, perché - conclude - magari c'è un parcheggio per 2mila macchine e la quota di pubblico è di mille persone, tutti vanno in auto e non ci sono assembramenti".