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Abbiamo tanto mare ma poco lo meritiamo

Opinionista: 

Se ogni giorno ha le sue pene, quante di più ne hanno le stagioni, a cominciare dalla Signora Estate! Pensiamo allo scrittore Gaetano Cappelli, “cercatore infaticabile” di “spiagge solitarie”. Con autoironia confessa che gli basterebbe evitare “poche cose” vicini fastidiosi che si allargano e riducono il tuo spazio a pochi centimetri, palloni da stadio che ti sfiorano le tempie e rischiano di fracassarti gli occhiali, urla di bambini indemoniati (ma Erode dov’è?), cellulari che vanno a vento con la musichetta di Profondo rosso, venditori che urlano come al mercato (vuoi vedere che Salvini ha pensato a questo quando dice che, col suo Decreto Sicurezza, le spiagge ora sono sicure senza più i vu’ cumprà “a rompere le palle?”). Ma tutti qui i disagi “insopportabili” da giugno a settembre? Magari, si sarebbe sùbito portati a pensare. Purtroppo al peggio non sembrano esserci limiti o rimedi. ****** Allarme crescente. I benemeriti Legambiente e Mare Vivo preannunciano che, se non saranno adottati drastici provvedimenti, il diritto al mare sarà sempre più negato o goduto solo da pochi. Le spiagge pubbliche, attrezzate per essere agibili, finiranno col diventare una pura illusione o un miraggio. Ci stressiamo, fino a sfinirci, per raggiungere un tratto di litorale e per prima cosa dobbiamo stare attenti alla qualità delle acque in cui moriamo dalla voglia di immergerci (non è l’acqua il nostro elemento primordiale?). ****** Campania maglia nera. Solo il 33 per cento delle spiagge è accessibile senza dover sottostare alle tariffe del caro-mare imposte dagli stabilimenti balneari (sono 4mila le concessioni demaniali). Ma anche quando si paga per discese, ombrelloni, lettini o sedie a sdraio, c’è ben poco da stare tranquilli. Se si cammina scalzi sulla sabbia, cosa troviamo sotto i piedi? Una quantità di mozziconi di sigarette. Una ricerca, cui partecipa anche la partenopea Federico II, rivela che nelle spiagge campane ci sono mille rifiuti ogni 100 metri e un mozzicone ogni 3. In sette anni i volontari ambientalisti ne hanno raccolti più di 7 milioni (ma è tutta gioia per i tabaccai?). Invece che aria balsamico-corroborante, respiriamo fumo schifoso! Multe da 200 euro per chi fuma in spiaggia e getta la cenere per terra o la nasconde nella sabbia. I controlli sono da un po’ di tempo più frequenti. Si può dire che il fumo in spiaggia, o ancora peggio in riva al mare, sta diventando davvero “salato”. ****** Un veleno per tutti. La nicotina che invade il mare uccide pesci, flora marina e coralli. Ancora la parola a Legambiente che ha monitorato 29 spiagge lungo la costa dal Volturno a Sapri. I rifiuti “repertati” sono proprio le cicche nella quantità davvero impressionate di 3.700 e si pensa subito da quante “mani sporche” sono uscite. Roberto Denovaro (Stazione zoologica Dohrn) nota che di mozziconi ne bastano pochi -tra l’altro non facilmente biodegradabili- per rendere tossico il mare e uccidere invertebrati e prodotti ittici di varia specie. Le multe d’accordo, ma i risultati rischiano di essere modesti senza campagne di educazione civica. Utilissimi i “raccoglitori”: solo così, si spera, anche i più pigri faranno uno sforzo e non getteranno più i mozziconi per terra. ****** Plastica o fumo? Bella gara a chi nuoce di più e più è killer del nostro mare. Entrambi inquinano pesantemente l’ecosistema marino e terrestre. Entrambi viaggiano su cifre e quantità impressionanti. In Campania ne risentono pesantemente -anche se in modo diverso secondo le dimensioni- i golfi di Napoli, Salerno e Policastro. In Giamaica chi ripulisce il bagnasciuga dalla plastica e dai mozziconi riempiendo un secchio, è premiato con cannabis o marijuana. In Spagna regalano lattine di birra. Nel Cilento, splendida area Palinuro, chi raccoglie una busta di rifiuti ha diritto a una tazza di caffè espresso dal bar più vicino. A Napoli cosa si potrebbe escogitare? Rimettere in circolazione i mozzonari (sapendo che prima raccoglievano tabacco usato che a molti piaceva, mentre ora?). Si potrebbe promettere, in base alle quantità di veleni raccolti, l’ingresso gratis per alcune partite del San Paolo. Da chi dovrebbe partire l’idea: De Laurentis o de Magistris? La difesa dell’ambiente ha bisogno di comportamenti virtuosi che anche così si potrebbero stimolare. ****** Un patrimonio inestimabile. Quanto vale il Golfo di Napoli? Certamente più di tutto l’oro del mondo. Antonio Tosi, avvocato, è un esperto di management ambientale. Nella sua lunga esperienza di “valutatore” parla di uno “splendore naturale”. Pur nel degrado di alcune aree, vede con fiducia l’adeguamento dei territori in vista di una migliore mobilità: così il masterplan per il litorale flegreo col pieno funzionamento del depuratore di Cuma e il possibile recupero domiziano da Castel Volturno a Sessa Aurunca. Verso Posillipo si stanno eliminando scarichi abusivi fattori di forte inquinamento. Dall’arco vesuviano si arriva fiduciosi alla costiera sorrentina col depuratore di Punta Gradelle. Sull’isolotto di Vetara sono comparsi 4 Marangoni col ciuffo, della specie Cormorani. Presso Isca, isolotto eduardiano, molti i gabbiani dal becco rosso e zampe grigioverdi. ****** La natura si risveglia. Onore a Ernesto e Giambattista De Curtis quando invitano a “tornare a Sorrento” per vedere ‘o mare quant’è bello e che tesoro tene ‘nfunno.