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Accenti di illegalità legati all’ora legale

Opinionista: 

La riconoscibilità del mese di aprile resta affidata all’arrivo dell’ ora legale. È un’inquietudine che parla a bassa voce che entra nel nostro quotidiano e, in qualche modo, lo condiziona, senza rassicurarlo. È uno strano concetto, tutto da scandagliare. C’è qualcosa di più illegale nella vita degli uomini? Ognuno, improvvisamente, è costretto ad accelerare ulteriormente i suoi ritmi, ad alzare il passo della sua giornata, magari a morire con un’ora di ritardo. Cosa c’è di legale in tutto questo? Chi lo ha deciso e perché? Risparmio energetico, ecco la parola magica che giustifica ogni cosa, l’alibi di chi mette avanti l’orologio. E i danni l? E i problemi della gente? Sonno che scompare nel nulla, orari ferroviari e marittimi scompaginati, comitive di giovani costrette a sciogliersi con largo anticipo e, probabilmente, amori che non hanno il tempo per sbocciare, figli che, forse, nasceranno in altra data, posticipati, come gli assegni bancari. O, magari, non nasceranno mai, perché questa era la notte giusta, il confine utile di un ciclo. Avremo più luce, certo, ci sarà più tempo per restare all’ aria aperta. Consoliamoci così. Ma questo mondo, soprattutto nel clima guerrafondaio che attraversa, ha realmente bisogno di essere ulteriormente illuminato? Non sarebbe meglio spegnere la luce, occultare nella penombra ogni cosa nascondendo le mille infamie che si muovono quotidianamente sotto gli occhi dei media? In realtà, conosco gente che non ha voglia di allinearsi. Che lascia colpevolmente il proprio orologio da polso, le proprie sveglie, l’orario inserito nella propria auto bloccato sull’ora solare. Che il mondo acceleri per la sua strada. Loro non gli correranno dietro, anzi rallenteranno. Non hanno fretta di arrivare a domani. Gente semplice e smaliziata che non vuole piegarsi al destino di scelte costantemente scontate. Che vuole seguire i ritmi del sole. Che vede ancora nell’ora legale seri scampoli di illegalità.