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Allacciate le cinture di sicurezza, si vola!

Opinionista: 

«’O pernacchio non è un suono. ’O pernacchio è rivoluzione, è libertà. ’O pernacchio è ’a voce d’ ’a gente ca nun tene voce. ’O pernacchio è un calcio in culo a tutt’ ’e putiente»

Alla presentazione della nuova livrea Alitalia a Fiumicino giovedì scorso un Matteo Renzi in piena forma: “Allaciate le cinture di sicurezza, si vola”. Voi lo prendereste un aereo pilotato dal premier? “Allacciate le cinture, si vola!”. Come comunicatore non è secondo a nessuno. Ci fa ammoccare quello che vuole lui. Anch’io davanti al televisore ho avuto la sensazione di librarni in cielo, accompagnato dalla voce di Mimmo Modugno che cantava “Nel blu dipinto di blu”. L’Italia si sta finalmente liberando di gufi e tirapiedi. Renzi non perde occasione, per togliersi i proverbiali sassolini dalle scarpe. Un’Italia che si piange addosso e si lamenta e l’Italia del fare, del guardare avanti. Così dice. Guarda lontano? Ma a volte non vede quello che succede attorno, vicino vicino. “Domani è un altro giorno”. Anche questo motto è di suo gradimento. Sì, ma ’a nuttata ancora adda passà, e pe’ schiarà juorno ce vò ancora tiempo. “Allacciate le cinture!”. E intanto ci sta tanta gente che è costretta a stringere la cinghia pe’ campà. Ci saranno più persone a prendere l’aereo, ma ci sta la maggioranza dei cittadini che fatica a prendere nu tram! “Guardare avanti”. Si, ma bisogna stare attenti pè terra…. C’è il rischio di sprofondare in buche e voragini nelle strade sgarrupate. Va bene volare, ma innanzitutto bisogna poter camminare. È la quotidianità che va privilegiata e assicurata. È la normalità che la gente reclama. Normalità sarebbe una classe politica e dirigente seria e affidabile. Gli avvenimenti di questi ultimi tempi, di questi ultimi giorni, elezioni comprese, che rendono più profondo il solco tra la politica e i cittadini. Poi ci si lamenta ca nisciuno va a vutà. Inciuci, scandali, tarantelle, divisioni, trasformismo, scissioni. “Te ne sei andato” , “No, mi avete cacciato”, “Io me ne andrei”, ma chi te mantene?”: Giorgio se ne vò j’ e’ o vescovo 'o ’vò mannà”, così si dice a Napoli. Speculazioni, arruobbi, sciacallaggio sulla miseria e sulla sofferenza d’’ a povera gente. Senza scrupoli e senza pietà: oh… senza distinzione di partiti e schieramenti: Salvanno 'a pace ‘e quaccheduno. Destra, centro e sinistra… so tutt’’ e una pasta. E allora veramente verrebbe la voglia di prendere un aereo e di scappare via. Ma non prima di aver fatto 'na bella spernacchiata.