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Azzurri in silenzio ma parlano con i gol

Opinionista: 

La risposta è arrivata subito. I professorini che volevano un Napoli Higuaìn-dipendente sono stati accontentati. La squadra azzurra sa vincere anche senza il suo migliore bomber. Questo significa che il gioco di Sarri offensivo va bene per ogni attaccante. Nel caso della sfida contro il Verona ad avere giovamento è stato prima di tutto Manolo Gabbiadini. Il puntero che ha dovuto guardare molte partite dalla panchina avendo davanti a lui il re dei gol della serie A. Dunque, il Napoli è tornato a correre dopo il black out di Udine e tutto ciò che è accaduto in corso d’opera. C’era il timore che non avendo Higuaìn in attacco e mancando Sarri a guidare il gruppo, ci si poteva inceppare di nuovo anche contro la cenerentola del campionato. Quella Hellas che la settimana scorsa aveva piazzato il colpo vincente in casa del Bologna. Del Neri sperava di sfruttare qualche strascico del caos del Dacia Arena ed, invece, si è imbattuto in un Napoli ordinato, potente e capace di chiudere la partita nel primo tempo. Nella ripresa, poi, si è badato solo a gestire trovando anche il gol di Callejon. Il tecnico dei veneti si è lamentato per l’arbitraggio, avrebbe voluto il rosso ad Albiol che era andato a protestare per la maglia rotta. Dimenticando, però, che sul difensore c’era il fallo da rigore che l’addizionale di porta, quel Mazzoleni che aveva fatto disastri a Pechino in Supercoppa, non aveva visto o voluto vedere. La differenza è stata tanta, l’allenatore gialloblu è stato graziato due volte dai pali e ha sfruttato le qualità del portiere Gollino, altrimenti sarebbe finita in una goleada molto più ampia. Per amor del cielo, Del Neri la può pensare come vuole, così come l’amico Riccardo Bigon, ma davanti all’evidenza si potrebbe anche evitare. Pure perché Reina non si è sporcato la maglietta, di parate non ce ne sono state. Prima Gomez e poi Pazzini non sono mai entrati nell’area di rigore dei partenopei. È stato uno show allo stato puro partendo dall’inizio. Da quando lo stadio San Paolo ha dato il suo tributo al grande assente della giornata. Gonzalo Higuaìn, anche se in tribuna, è stato chiamato a gran voce dai 45mila spettatori presenti a Fuorigrotta. Roba da brividi. Sono emozioni uniche che si possono vivere solo in casa azzurra, altrove nessuno lo avrebbe portato così tanto in trionfo. Sicuramente ha sofferto lontano dal campo, avrebbe potuto aumentare il suo bottino di gol che è già molto copioso. Non sarebbe rimasto a 30 reti ma molto probabilmente si sarebbe avvicinato ancora di più al record di Nordhal che è a quota 35. La speranza di tutti è del diretto interessato è che che si possa avere uno sconto della squalifica di quattro giornate col ricorso presentato dal club. Non ci sono state ingiurie, ma solo un “vergognoso” che potrebbe far dimezzare lo stop. Ma lo si potrà sapere solo nella prossima settimana. Intanto Maurizio Sarri, fumandosi l’impossibile nella postazione più alta del San Paolo, si è goduto un grande Napoli. Quello che conosce molto bene perché l’ha plasmato lui. Non ci sono stati errori, certo il Verona non è una big, ma con l’Udinese, che ieri ha perso in casa della Sampdoria, non aveva funzionato niente. Dalla difesa, passando per il centrocampo fino ad arrivare all’attacco sono stati tutti impeccabili. Se non ci fossero stati i due pali e le ottime parate di Gollini, la gara si sarebbe sbloccata subito. Invece, si è dovuti aspettare un po’ ma alla fine tutto è andato per il verso giusto. Al San Paolo hanno parlato i gol degli altri attaccanti mentre l’intero Napoli è rimasto in silenzio. Bocche cucite pure a fine partita per decisione di De Laurentiis. Non si sa se durerà fino a metà maggio, ciò che ci interessa è che si possa disputare una grande partita anche sabato prossimo in casa dell’Inter. Se poi stasera il Bologna contro la Roma ci vuole fare un regalo, lo accettiamo volentieri.