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Carabinieri, vanno rivisti i criteri di arruolamento

Opinionista: 

Il caso dei carabinieri di Modena che hanno malmenato un immigrato guineano, ha sollecitato un polverone indecente che è ormai prassi dal tempo della morte di Cucchi. Uno dei due militari ha picchiato con pugnetti inefficaci ed un poco isterici il signore africano che era privo di documenti senza seguire il protocollo che avrebbe preteso che al fermato recalcitrante fossero applicati i “ferri” e che fosse caricato sulla vettura di servizio per poi essere condotto al comando per i seguiti di competenza. Tutto questo ha portato ancora una volta sul palcoscenico i Carabinieri. Come ipotesi sul perché di questa prassi, a giudizio di chi conosce i meccanismi che regolano il prestigioso organo di polizia, è la mancanza di attenzione nei confronti delle attività di reclutamento che non può dare più per questioni di demagogia, la giusta attenzione ai precedenti di famiglia ed ai talenti del selezionando; per non parlare delle discrete riflessioni sulla sfera affettiva parlare della quale comporterebbe per il conformismo dominante il rischio di finire in galera. Altra materia da indagare sarebbe quella sui corsi da far seguire periodicamente sia ai militari che ai sottufficiali e ufficiali che qualche volta dimostrano di ignorare anche la giurisprudenza sulle principali materie trattate dalla legislazione di stato. Sugli altri fronti, parlo di quelli che attengono al comportamento dei Carabinieri nei confronti dell’utenza, viene da pensare alla mancanza di tatto di alcuni uomini con gli alamari che è dovuta al ridimensionamento delle prerogative dei marescialli luogotenenti che da sempre comandano con efficacia le Stazioni. Ne deriva che i militari che per reclutamento interno possono provenire dalla Marina Militare dove facevano i palombari, o dai pompieri, molte volte utilizzano nei confronti del pubblico l’arroganza dei bersaglieri piemontesi a carico dei banditi “napoletani”. Cosa fare in definitiva per ricostituire il collante tra Arma, i cittadini e le istituzioni? Probabilmente rivedere i criteri di arruolamento e di aggiornamento, ricordando agli operativi, senza dimenticare gli amministrativi, che dietro ciascuno di loro marcia lo spirito di Salvo D’Acquisto che sollecita molta professionalità equilibrio e prudenza.

carloni.f2@gmail.com