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Comunali, i candidati tornino a salutarsi

Opinionista: 

Gaetano Manfredi e Catello Maresca appaiono al momento i maggiori candidati per l’elezione del prossimo sindaco di Napoli. Altri esponenti della classe politica, come Antonio Bassolino, o della società civile, come Gino Giammarino, hanno deciso di competere per la stessa carica, ma i sondaggi, che naturalmente potranno essere smentiti dalla realtà, danno i due in netto vantaggio. Maresca e Manfredi sono accomunati da un elemento di positività poco riscontrabile nel passato recente. C’è un abbozzo di programma di governo che emerge in ciascuno dei candidati e che li differenzia l’uno dall’altro. Manfredi punta soprattutto sullo sviluppo dell’economia in una città rinata all’insegna dell’innovazione e della cultura. Può vantare il grande successo del polo universitario della Federico II a San Giovanni a Teduccio, che sotto il suo rettorato ha saputo attrarre, tra gli altri, insediamenti di strutture formative di colossi come Apple, Cisco e Deloitte. Maresca antepone l’etica e la legalità, ma senza restare imbrigliato dalla questione morale. Per lui, protagonista di operazioni di altissimo profilo nella lotta alla criminalità organizzata, il modello newyorkese di Rudolph Giuliani della tolleranza zero è solo la precondizione per liberare la città del fare, del produrre, da condizionamenti di “aree grigie” e da disagi di ogni tipo, prodotti dalle trasgressioni quotidiane di una minoranza della popolazione. Una competizione così bene impostata deve proseguire sullo stesso canovaccio. Approfondendo cioè idee e progetti dell’uno e dell’altro, in modo da dare ai cittadini l’opportunità di scegliere in base ai contenuti più che alle logiche di appartenenza. Dando spazio mediatico adeguato anche ai programmi degli altri competitors, nello stesso spirito e con la medesima finalità: aiutare ciascuno di noi a fare la scelta giusta. È quindi assolutamente condivisibile l’appello lanciato da più parti ai candidati, perché prendano le distanze da chi cerca di fomentare la violenza, snaturando il significato di incontri e tour elettorali, che devono avere come unico obiettivo una sana interazione con la gente e non la creazione di momenti di tensione. A Catello Maresca e Gaetano Manfredi, figure prestigiose di cui Napoli finora ha potuto andare orgogliosa, consiglio dunque innanzitutto di riprendere la buona pratica del saluto reciproco. Ci si può scontrare, anche con punte di asprezza, senza sconfinare nel mancato rispetto personale per il contendente.