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Contro il virus infame l’aiuto viene dal cielo

Opinionista: 

Non si dispiaccia il Cardinale Sepe, ma da un po’ di giorni leviamo in alto lo sguardo con apprensione e, insieme, con fiduciosa speranza. Non per vedere salvifici angeli dalle grandi ali avvolti in veli bianchi e azzurri. Ma per intercettare “angeli nuovi” prodotti dalla tecnologia meccanica più originale e creativa: i Droni. Sono piccoli “esseri volanti” che si muovono negli spazi, al di sotto della concava volta celeste, senza disturbare il sole e le nuvole di giorno o le stelle di notte. Si lasciano docilmente radiocomandare “da remoto”, cioè da terra e da buona distanza. Dotati di piccole video camere, esplorano fino all’altezza consentita, riprendono e rinviano immagini di immediata utilità. Come nuovi “angeli custodi” proteggono i cittadini monitorando territori, strade e piazze. Il loro “occhio magnetico” penetra, senza infastidire, anche nelle strettoie più anguste.

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DECISIONE VELOCE. È presa nel momento in cui l’infezione si “vede” tra noi, ma troppi (irriducibili di mestiere più che per vocazione, refrattari inguaribili a regole e misure sanitarie precauzionali), non se ne rendono conto o vogliono ostentare quello “sprezzo del pericolo” sempre degno di miglior causa. Assembramenti improvvisi, fraudolente uscite da casa a gruppi in barba ai divieti, riunioni “carbonare” come se si fosse diventati improvvisamente, com’è apparso, ”assatanati” di (finta) libertà. In Prefettura arrivano rapporti allarmati. Si riunisce d’urgenza il Comitato per l’ordine pubblico, si visionano foto e filmati di strade intasate, bancarelle fuorilegge, negozi affollati. Il prefetto Marco Valentini (viene dal Viminale), siede nel Palazzo del Governo, a piazza Plebiscito, da fine gennaio. È sconvolto. ”In auto - riferisce - ho girato per la città. C’era tanta gente senza motivo, gli uni sopra gli altri privi di distanza. Queste violazioni non possono essere tollerate”. Si pensa all’impiego immediato dei Droni.

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SI VOLTA PAGINA. Non che le forze dell’ordine non fossero attive nel contrastare l’illegalità più sfacciatamente esibita, ma i tempi di intervento troppe volte difettavano di “sincronico tempismo”. Mancando segnalazioni rapide, si arrivava sui luoghi quando i misfatti erano belli e conclusi o dolosamente occultati. Una piccola flotta di Droni è fatta decollare e tante situazioni subito “video smascherate”: traffici illeciti, mercati clandestini in depositi sotterranei (Scampia, Chiaiano, Sanità e Pignasecca), merci accaparrate, 33 roghi nella terra dei fuochi, smercio di stupefacenti, truffe a domicilio, furti sventati (specie farmacie e tabaccherie) nella zona di Chiaia, tentate invasioni nei supermercati. Sposi, testimoni e corteo di invitati colti “in flagranza” sul lungomare Caracciolo: denuncia alla magistratura per tutti. Al tecnologico occhio capita pure di essere indiscreto: sorprende due che in auto fanno sesso (“l’astinenza ci deprime”, diranno ai CC), mentre un giovane gira nevrotico perché “ho bisogno di un pusher per farmi una canna”. In strada ancora troppe persone: che diventi inevitabile un Drone davanti a ogni palazzo?

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LE CODE DEL DIAVOLO. Anche la Chiesa vive il suo “tempo sospeso” non senza problemi (rincuorare i fedeli, fermare i preti più scalpitanti). Per Papa Francesco “le ombre entrate nelle nostre case spariranno”. Nella partenopea Donnaregina, il Cardinale esce indenne dal tampone, ma non il suo segretario don Giuseppe Mazzafaro. A briglie sciolte si muovono i sacerdoti che eccedono in fervore e bizzarrie. Quartieri Arenella e Materdei: sui tetti delle Chiese si improvvisano altari con crocifissi, immagini sacre e megafoni: si celebrano riti, si parla alle persone affacciate ai balconi. Messe clandestine, per gruppi più contenuti, nelle sacrestie di Sant’Antonio Abate e Sant’Anastasia: due preti denunciati. *** SEMPRE PIÙ GIÙ. Una coda del maligno gira nell’interno della Campania, da Ariano Irpino al Vallo di Diano. Il Comune avellinese è il primo, nella regione, a diventare zona rossa con 22 mila abitanti chiusi in casa. In un ristorante si festeggia il carnevale. Baldoria senza freni. Anche il parroco è contagiato; al vescovo Sergio Melillo non resta che “osservare il silenzio fragoroso che domina la piazza”. Scendendo nella Valle del Tanagro, gruppi di fedeli partecipano (Atena Lucana, Sala Consilina) a raduni di “catechismo innovativo”. Sono presenti due preti e un milanese considerato “una specie di santone”. L’euforia è tale che “hanno bevuto tutti dallo stesso calice”. Il vescovo Antonio De Luca smentisce la circostanza, il presidente regionale De luca, sulla base di “proprie informazioni”, la conferma. Nessun Drone era in servizio e ora solo il Tribunale dirà chi ha ragione. *** UNA SOLA OBBEDIENZA. Da giorni viviamo fra quaresima e quarantena. La prima ci avvicina alla Pasqua che verrà domenica 12 aprile: per i fedeli è un lungo “digiuno ecclesiastico” e di “illuminante penitenza”. La seconda è l’isolamento forzato che, dal 1300,è imposto da drammatiche emergenze sanitarie (la storia ci richiama le navi che nel buio del medioevo venivano dai paesi colpiti dalla peste). Ci sono momenti in cui le divisioni fra cattolici e laici sono pretestuose. ”Quaresimati” o “quarantenati”, fa obbligo a tutti tenere comportamenti che, nello stesso tempo, fanno bene al corpo e allo spirito.