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Covid, dobbiamo aprire il nostro cuore ai rifugiati

Opinionista: 

In questo momento storico viviamo grandi difficoltà sotto il profilo della salute, della psicologia, del lavoro, della formazione, dell’economia, aggravate dal Covud-19 , che ha certamente aumentato le povertà, le diseguaglianze nella cura della salute, la riduzione del rispetto della vita. Si comprende, grazie a Papa Francesco, che “nessuno si salva da solo”, in tutte le espressioni della vita personale, familiare e sociale. Bisogna che le forze serene del nostro popolo, ed in particolare quelle del mondo cristiano, si carichino dentro di questi valori di amore vicendevole e solidale e li diffondano. C’è da lavorare molto. Nella giornata del rifugiato, in linea con Papa Francesco, e seguendo il suo invito, “noi vogliamo aprire il nostro cuore ai rifugiati, fare nostre le loro tristezze e le loro gioie, imparando dalla loro coraggiosa resilienza”. Vogliamo , seguendo Francesco, “far crescere tutti insieme una comunità più umana, una sola grande famiglia”. Riteniamo che sia utilissimo parlare al popolo delle nostre associazioni ed attraverso questo popolo ai territori, avendo come riferimento le diocesi e le parrocchie, per invitare con discorsi fondati su ragionamenti chiari e comprensibili a lavorare per alcuni dei tanti obiettivi, che rientrano nelle nostre finalità. Fra questi obiettivi riteniamo di privilegiare quelli indicati di seguito: .Invitare le persone a continuare a seguire le regole igieniche e relazionali consigliate per il Covid-19 ed a vaccinarsi, perché è utile; - lavorare, anche collegandosi ad organismi internazionali, affinchè si pongano le basi solidaristiche per vaccinare tutta l’umanità; - tutelare con azioni culturali, sociali, politiche ed economiche la meraviglia, il miracolo della vita nascente e con essa la maternità, che svolge un ruolo esistenziale, sociale, politico, demografico, educativo immane; - tutelare la salute in tutte le fasi della vita, specialmente dei più fragili e dei più deboli; - sviluppare i mezzi per far conoscere e lottare le condizioni di povertà e di diseguaglianza nella salute. Con l’ultima assemblea si sono riuniti i presidenti delle dieci associazioni componenti in rappresentanza dei loro 4 milioni di iscritti , programmando operativamente le azioni in telematica ed in presenza da svolgere, per tendere a realizzare i propositi suddetti, avendo nel cuore e nella mente la speranza concreta, la determinazione ad agire, chiedendo l’aiuto del Signore con la preghiera intensa. Il Forum con l’ultima assemblea ha anche rimodulato il suo direttivo, eleggendo quale novello vicepresidente, Don Isidoro Mercuri Giovinazzo, presbitero valdostano e presidente AIPaS, che si affianca alla vicepresidente Marina Casini, quale consigliere segretario, Roberto Maurizio, vicepresidente del Nord per l’Unitalsi, quale consigliere, Francesco Bellino, presidente Sibce. Il Forum ha istituito anche un network nazionale di associazioni vicine ai valori ed all’operatività del Forum con due coordinatori, Paola Mancini ed Antonio Falcone. L’idea è che uniti e lavorando con passione e fantasia in Cristo e per Cristo si possano avere buoni risultati. 

*Presidente nazionale del Forum delle associazioni sociosanitarie