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Dal referendum inglese a quello costituzionale

Opinionista: 

Lo sconquasso determinato dall’esito del referendum sta provocando danni proprio all’Inghilterra: la Scozia è determinata a restare in Europa ed a staccarsi dal Regno Unito; il promotore del referendum David Cameron, è fortemente contestato dal suo partito. Ma più ancora è in difficoltà il leader del Labour Party, Jeremy Corbyn, sfiduciato dalla stragrande maggioranza del Gruppo parlamentare. La ragione, credo fondata: aver sostenuto con scarso calore ed impegno le ragioni del “Remain”, venendo meno allo spirito europeista, che è la cifra identitaria del Pse. C’è voluto il martirio di Jo Cox per risvegliare il suo impegno, ma ormai era troppo tardi per tentare di recuperare. Probabilmente la ragione di quello scarso impegno, che gli viene imputato dai parlamentari laburisti, sta nel desiderio di vedere sconfitto David Cameron ed immaginare nelle conseguenti elezioni un punto di vantaggio per il Labour party. E per se stesso. Un po’ come accadrà in Italia in occasione del Referendum Costituzionale di ottobre: molti voteranno No prevalentemente per mandare a casa Renzi. A prescindere dal merito stesso della riforma e dalle conseguenze per il quadro politico che si determinerà in caso di sconfitta di Renzi: tutti uniti contro, difficilmente dalla stessa parte per formare una nuova maggioranza. Grande confusione sotto il cielo, di Europa e d’Italia, avrebbe detto Mao, ma le prospettive tutt’altro che rosee. A meno che, mi riferisco alla Unione Europea, la sconfitta del Remain, e gli adempimenti successivi per fisicamente portare l’Inghilterra fuori dall’Unione Europea, non sveglino i cuori oltranzisti e le… pance che vivono sugli umori di giornata. Al momento l’esito di quel voto pare abbia sorpreso gli stessi protagonisti di quella vittoria, chiaramente in difficoltà a gestire il processo… di fuoriuscita, che i partners europei vogliono giustamente accelerare. La favola della piccola Islanda realizza, al momento, opportunamente, la giusta “punizione” alla antica boria inglese: fuori dall’Unione Europea, fuori dal campionato europeo. Loro, gli inglesi, che il calcio lo hanno inventato. Intanto capita a proposito questo che chiamerò “Progetto Pappano”: lui, Direttore stabile del Covent Garden di Londra, che dirige, alla Reggia di Caserta, con l’Orchestra ed il Coro di Santa Cecilia, la Nona di Beethoven, che dal 1985 è l’inno ufficiale dell’Unione Europea. In tempo di Brexit. Suggestive coincidenze che ci consentono di guardare avanti almeno con speranza, dalla terra che William Walton, e la sua Susana, aveva scelto a sua dimora definitiva. A Forio, sull’Isola d’Ischia, in Europa. TERRORISMO. Intanto il terrorismo è tornato (ma era mai andato via?) a picchiare duro. Lo fa in una città simbolo come Istanbul: per fortuna ho fatto in tempo ad ammirarne la bellezza, a respirarne l’aria densa di storia, di cultura, di memoria. Sceglie per questa ennesima, orribile, strage l’aeroporto intitolato al mitico Mustafa Kemal Atatürk, il padre della Turchia moderna, delle grandi intuizioni civili e modernizzatrici, che riconobbe perfino il voto alle donne, già negli anni trenta. E, senza voler fare il profeta di sventura, il Campionato europeo non è ancora finito. Ma la morte, la violenza, l’odio alberga anche in mezzo a noi: le donne continuano ad essere uccise con macabra e… puntuale sequenza, così come omicidi di ogni genere e per le più banali ragioni di interesse, mentre fanno impressione gli stupri ad opera di ragazzini, già senza pietà e senza gioia, che dell’incontro con una giovane donna fanno una occasione di scempio del suo corpo. Tutto pare inevitabile in questo tempo. Tutti appariamo impotenti: le famiglie ignare, superficiali e disattente, la Chiesa e le sue Parrocchie, la Scuola, dove spesso incubano quelle attenzioni e quei progetti malsani. Con l’aggiunta di quegli “strumenti” di… aggiornamento perverso, che stanno diventando i cosi detti social. Mi domando: di questa complessiva deriva sociale, civile, culturale, la politica dovrebbe interessarsi?! Il suo “compito” è solo quello, che manco assolve appieno, di turare le buche delle strade, salvare qualche banca, (e per fortuna anche i risparmiatori, a volte), nominare ministri, assessori ed amministratori delle società partecipate? Pensare a qualche struttura sportiva in più, incoraggiare quelle associazioni che seminano solidarietà, sostenere qualche banda musicale, che educa ad altra sensibilità, formare giovani ed avviarli alle professioni ed al lavoro, non sarebbe il modo migliore per “indirizzare” la mente al bene, facendolo toccare con mano? CIAO BUD SPENCER. Si è conclusa la favola bella di Carletto Pedersoli, per tutti Bud Spencer. Lo ricordo come grande nuotatore, e pallanuotista, che per prima infranse il muro del minuto nei 100 metri stile libero. Quindi come attore bravo, tutto speso al positivo: con lui il Bene vinceva sempre sul Male. Anche se a volte erano necessari pugni spettacolari, “suonati” insieme al suo amico Terence Hill. Volle l’isola d’Ischia come suo ultimo palcoscenico: per la fiction i “Delitti del cuoco”. Feci in tempo a stringergli la mano ed a donargli qualche bottiglia del nostro vino. Pace all’anima sua. La terra gli sia lieve: lo accompagnerà la gratitudine di quanti si sono deliziati con i suoi film, anche con quelli… esagerati.