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Dl Rilancio: il trucco c’è ma non si dice...

Opinionista: 

Quanti leggono le scritte in piccolo prima di firmare un contratto? Diciamoci la verità, quasi nessuno. Uno ascolta il venditore, legge le informazioni principali, se ha qualche dubbio fa delle domande e a quel punto, se è convinto, firma. Poi, a volte scopre che quelle noiose clausole avrebbe fatto bene a leggerle, e pure con attenzione. E magari lo capisce quando vuole restituire la macchina prima della scadenza del contratto di noleggio: solo allora gli viene detto che la macchina può pure restituirla, ma le rate le deve pagare lo stesso fino alla fine. Oppure, come sarà successo a tanti, con il mutuo sulla casa. Se vuoi estinguerlo o cambiare qualcosa devi pagare delle penali, altissime. Voi direte, sono trucchetti che fanno i venditori, che usano le banche per incastrarci, che servono ad imprenditori con pochi scrupoli per guadagnarci sempre e comunque. E in fondo, anche se lo trova ingiusto, uno se lo aspetta pure “in questo mondo di ladri”, come cantava Antonello Venditti. Ecco, dai ladri te lo aspetti, da chi governa no. Perchè, in fondo al cuore di ciascuno di noi, resiste la speranza che, nonostante tutto, le Istituzioni almeno un po’ ai cittadini ci pensino. Insomma, che non stanno lì proprio per fregarci tutti, persino durante una pandemia. Eppure, il dubbio che chi ci governa oggi si stia comportando coi cittadini un po’ come quei cinici mercanti è difficile toglierselo leggendo le “istruzioni” scritte in piccolo nei provvedimenti di questi signori. Parto dal premier Conte che, con cadenza settimanale, dalla tv vende la sua mercanzia, le misure per sostenere il Paese in crisi. L’attuale prodotto “di punta” si chiama Decreto Rilancio, un mattone di oltre 400 pagine e quasi 300 articoli. Insomma, uno fa prima a leggere Guerra e Pace, che almeno è un capolavoro della letteratura. E così si accontenta di ascoltare Giuseppi e la sua sintesi. Al più, dà una scorsa sul giornale o sui social. Se invece si prendesse la briga di leggere il testo ne scoprirebbe delle belle, anzi delle brutte. Nessuno dice che nel Decreto Rilancio le “istruzioni” sono scritte davvero in piccolo. Anzi, diciamola tutto, le carte sono proprio truccate. Perché tutto quello che ci è stato promesso non è realtà. Per diventarlo mancano due paroline: “decreto attuativo”. Lo sconto sulle bollette? Ci vuole il decreto da parte dell’Authority che dica come e quando. La sanatoria per le baby sitter? Manca il decreto del ministro dell’Interno. Ecobonus? Credito d’imposta? Fondi per la cultura? Incentivi per il lavoro agile? Sicurezza sul lavoro? Contributo a fondo perduto? Per tutto ci vuole il decreto. Anzi, per ognuno di questi “aiuti” ne serve uno o addirittura più di uno, per alcuni ci vuole persino il “concerto” tra vari Ministeri. Insomma, ci vorranno mesi, se tutto va bene. E se invece ci sono degli intoppi, o i soldi non ci sono, non se ne farà proprio nulla. Tanto quel che davvero importa è solo l’annuncio con la conferenza stampa e i titoloni sui giornali. Nel Nostro Posto le cose non vanno meglio, non vi illudete. E sì, perché io dall’uomo dal lanciafiamme facile vi sconsiglio di comprare un’auto usata. Andatevi a leggere i bandi del “Piano di Aiuti” della Regione Campania e, se siete disoccupati (purtroppo in tanti si stanno aggiungendo ogni giorno al già lungo elenco), leggetevi pure le delibere della giunta regionale. Scoprirete che l’erogazione della maggior parte degli aiuti è “condizionata” all’autorizzazione della Commissione Europea oppure che le risorse sono contingentate e quindi, se hai i requisiti ma i soldi sono finiti, pazienza.... E sì, don Vincenzo, non lo dice che sta promettendo soldi che non sono suoi o che non sempre ha e che, finita la fiammata di questi giorni, fatta di lettere mandate a casa e di elenchi dei beneficiari fatti girare sui social in barba alla privacy, c’è il serio rischio che tutti gli altri restino a bocca asciutta. Sapete come si chiama quel foglietto, leggero leggero e scritto in caratteri minuscoli, che sta nelle confezioni di medicinali e descrive quello ti può succedere quando prendi quel farmaco? Bugiardino. Non so perché si chiama così, ma il nome mi pare azzeccato, anche per questi nostri politici dalla parola facile....