Accessibilità:
-A A +A
Print Friendly, PDF & Email

Gli Stati “generali” generici per il Sud

Opinionista: 

Otto giorni di “parlamento” congiungono le polemiche del “prima” e le critiche del “dopo”. Le polemiche iniziali hanno avuto il fiato corto perché aprioristiche e strumentali, proprie del modo tutto italico di fare politica (in scena Eduardo incitava alcuni suoi personaggi a dire sempre di no, a negare sempre). Sbagliata la sede dove celebrare gli Stati generali? Il premier Conte (il presidente americano Trump continui pure a chiamarlo “Giuseppi”), ha avuto facile gioco a replicare che Villa Doria Pamphili è uno dei luoghi di rappresentanza ufficiale della Presidenza del Consiglio. A parte l’architettura e la “grande bellezza” che si voleva richiamare come risorsa emblematica e inesauribile, la Villa ricorda anche la battaglia per la difesa della Repubblica Romana tra francesi e garibaldini. Proprio qui, in uno degli scontri, venne ferito a morte Goffredo Mameli di cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha voluto ricordare, empaticamente, il verso “l’Italia s’è desta” (con l’augurio, evidente, che non si riaddormenti!).

*** SINGOLARE CONVERGENZA. È quella che si verifica tra Carlo Cottarelli, economista cremonese, e Vittorio Colao, manager bresciano delle telecomunicazioni. Entrambi figure di tutto rilievo. Cottarelli venne incaricato della spending review, nel 2013, dal premier Enrico Letta. Bisognava mettere un po’ di ordine nei conti pubblici e tagliare le ali al “debito sovrano” che volava troppo verso l’alto, senza ovviamente compromettere la capacità produttiva del Paese. Il suo studio si concluse con i “7 peccati capitali” da rimuovere: evasione fiscale, corruzione, burocrazia, giustizia lenta, crollo demografico, difficoltà a convivere con l’euro, divario nord sud. A sua volta, in tempi di pandemia, Colao (prescelto dal premier Conte), ha raccolto in 121 pagine le priorità da perseguire per una più ravvicinata ripresa sociale: aziende, mercati, opere pubbliche, consumi, innovazione tecnologica per rimanere al livello internazionale. Ognuno dei suoi 24 esperti (tra cui la sociologa Enrica Amaturo della Federico II), ha indicato i percorsi da seguire. La singolarità è nel fatto che Cottarelli e Colao indicano entrambi 5 anni di tempo e 170 miliardi di investimenti.

*** MA I CONTI LI FA L’EUROPA. L’Italia è prima nella graduatoria del Recovery Fund (750 miliardi da distribuire). Per ottenere i 172,7 promessi fra aiuti e prestiti, bisognerà presentare un piano di spesa che il Parlamento europeo valuterà molto attentamente. La presidente della Commissione preannuncia “estremo rigore”. A sua volta Angela Merkel non vede tempi brevi e, comunque, non prima del 2021 si potranno vedere i primi euro. In Italia Governo e Parlamento dovranno saper vincere scetticismo e sfiducia che vengono sia da alcuni Paesi del nord Europa, sia da quelli di Visegrad. Alla Camera e al Senato saranno capaci di non farsi sfuggire questa irripetibile occasione? Si sa che solo in America il postino “bussa” sempre due volte.

*** MEZZOGIORNO IN ALLARME. La pandemia ha fermato quasi tutte le attività produttive con danni enormi per il turismo che era diventato il sostegno principale dell’economia. Il ricorso alla cassa integrazione sta superando i limiti della sopportabilità. Reddito di cittadinanza, sussidi, bonus e assistenzialismo diffuso non riempiono i vuoti determinati dalla mancanza di lavoro, investimenti e prospettive. Nelle 121 pagine del “rapporto Colao” si nota che la parola Sud è pronunciata solo 3 volte, mentre il premier Conte promette, in un rapido passaggio fatto in privato, un maggiore impegno per portare l’alta velocità in Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia (ma senza indicazioni di spesa e di tempi).

*** SIPARIETTO POLITICO. Nel Sud dolente, non c’è allegria per nessuno. A Napoli la città s’è scatenata per la Coppa Italia conquistata dagli azzurri. Se c’era un modo di fare festa, è stato scelto il peggiore. Perchè non rimandare, invece, a una grande festa quando si potranno vincere insieme due Coppe: quella della “Squadra Napoli” e quella della “Città Napoli”? Con questa classe comunale e regionale (senza escludere buona parte di deputati e senatori), la seconda Coppa rischia di rimanere un desiderio insoddisfatto e struggente.