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Governo? In cinque mesi il peggio di quarant’anni

Opinionista: 

Potrà apparire una forzatura ma, analizzando scrupolosamente il comportamento di questo governo, si può dire che in soli cinque mesi è riuscito a collezionare le grane più negative del passato: il peggio di quarant’anni in qua. Roba da record assoluto. L’elenco, molto lungo, è così sintetizzabile: demonizzazione dell’avversario,  del “demone” Salvini; tentativi di riesumazione dell’arco costituzionale con la solita “storiella”  del pericolo di rigurgiti fascisti, presenti, invece, in chi se li inventa per fini strumentali; rischio in corso di riaccendere gli opposti estremismi;  voglia di Stato padrone con le mire su Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie per le crisi irrisolte di Alitalia, Ilva, insomma di “nostalgie canaglie”  per le Partecipazioni Statali (in cui  Prodi, ora culo e camicia con Grillo, si segnalò come il peggiore dei boiardi di Stato - due volte alla presidenza  dell’Iri -  e per la “svendita spezzatino” della Sme, l’unica risorsa del Sud  e per il regalo dell’Alfa Romeo alla Fiat);  lottizzazione “sistematica” da sfatare finanche “fama e fame” del  manuale Cencelli;  infine un deficit pubblico alle stelle.  Una sequenza sconcertante, cui va aggiunta la bomba, appena scoppiata, di una giustizia a orologeria, il migliore ricostituente  per  gli odierni  “Torquemada” degli ex “vaffa” in brutte acque. Mentre però i governi del passato hanno accumulato tutte queste negatività nel corso di molti lustri, tra  emergenze  di varia natura,   l’esecutivo Conte bis - ancora in rodaggio M5S – Pd - Renzi e il resto di Lue - le ha collezionate tutte,  in soli cinque mesi di vita. Inaudito! Se poi in coda a tutto ciò mettiamo l’ultimo mistero doloroso di Conte del documento rischiosissimo  “Salva Stati” con vincoli capestro per il nostro Paese,  non resta altro che da mandare a casa ad horas questo esecutivo nato soltanto per  impedire a “Salvini” di andare a Palazzo Chigi.  Prima di avventurarsi in collateralismi insulsi, le “sardine” farebbero bene a informarsi su chi sono i veri responsabili degli odierni disastri.  Non avendolo ancora fatto, stanno dimostrando quello che, in  realtà, si sospettava già fossero: flottiglie in soccorso della casta,  da  “paranza prodiana”,  sbugiardata  anche dalle lontane “ picconate di  Cossiga”. Gonfiare le piazze è qualcosa un po’ affine alla remota parata delle “famose vacche di Fanfani”, che, nel 1961, in occasione della visita dell’allora presidente del Consiglio in Calabria, venivano fatte  spostare, sempre le stesse, lungo l’itinerario presidenziale, per dimostrare così che il rilancio dell’Agricoltura aveva fatto miracoli: la moltiplicazione  delle “mandrie”.  Poi si scoprì il “bluff”, oggi non dissimile da queste “movide  ittiche”, moltiplicazione del “vuoto propositivo”.  Purtroppo dal 5 marzo del 2018, in cui le urne assegnarono la maggioranza relativa ai Cinquestelle e, dopo un tira e molla di mesi, si formò  il primo Governo M5S- Lega, la situazione  è andata sempre più complicandosi . Oggi poi totalmente compromessa dal Conte bis: un governo a dispetto e da odio permanente. È stato un errore imperdonabile non andare al voto subito dopo il patatrac del “governo del no” e del responsabile ben servito della Lega ai grillini. Ancora  più grave far guidare il nuovo governo dallo stesso premier, ambiguo, garante di tante anomalie e oggi è addirittura gravissimo stare alla finestra di fronte a una deriva sempre minacciosa.